La Parola che conta: mercoledì 10 dicembre 2025 (rito ambrosiano)

Mercoledì della IV settimana di Avvento

Memoria facoltativa di sant’Arsenio Migliavacca da Trigolo

EZECHIELE 18, 1-9
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Perché andate ripetendo questo proverbio sulla terra d’Israele: “I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati”? Com’è vero che io vivo, oracolo del Signore Dio, voi non ripeterete più questo proverbio in Israele. Ecco, tutte le vite sono mie: la vita del padre e quella del figlio è mia; chi pecca morirà. Se uno è giusto e osserva il diritto e la giustizia, se non mangia sui monti e non alza gli occhi agli idoli della casa d’Israele, se non disonora la moglie del suo prossimo e non si accosta a una donna durante il suo stato d’impurità, se non opprime alcuno, restituisce il pegno al debitore, non commette rapina, divide il pane con l’affamato e copre di vesti chi è nudo, se non presta a usura e non esige interesse, desiste dall’iniquità e pronuncia retto giudizio fra un uomo e un altro, se segue le mie leggi e osserva le mie norme agendo con fedeltà, egli è giusto ed egli vivrà, oracolo del Signore Dio».

SALMO Sal 78 (79)

Ci venga incontro, Signore, la tua misericordia.

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri! R

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome. R

Perché le genti dovrebbero dire:
«Dov’è il loro Dio?».
Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la grandezza del tuo braccio
salva i condannati a morte. R

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode. R

PROFETI Os 2, 16-19
Lettura del profeta Osea

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Le renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acor in porta di speranza. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d’Egitto. E avverrà, in quel giorno – oracolo del Signore – mi chiamerai: “Marito mio”, e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”. Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baal e non saranno più chiamati per nome».

VANGELO Mt 21, 10-17
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaredi Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri”». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.

La parola di Dio rivolta ad Ezechiele ribadisce il concetto fondamentale che ognuno risponde del proprio operato, delle proprie azioni e delle proprie scelte: è il principio della responsabilità individuale che sta alla base di ogni vivere sociale e alla base di ogni scelta etica che si ispira e si rifà alla religione e alla fede. D’altronde le indicazioni date da Dio per mezzo del profeta Mosè ai tempi dell’esodo sono chiare: occorre seguirle e vivere con fedeltà e giustizia perché è il cammino indicato da Dio stesso.

Il rapporto tra Dio e il suo popolo è un rapporto fondato su un’alleanza e una fedeltà sponsale: non ci stupiamo quindi delle parole e del linguaggio poetico ed evocativo riferito dal profeta Osea che richiama tale relazione in questi termini. In particolare il Signore desidera richiamare all’amore di un tempo e alla risposta fedele e generosa che il suo popolo aveva espresso nei suoi confronti: solo un “passaggio nel deserto” dell’essenzialità può destare quella voce antica e sempre nuova che richiama alla giovinezza sempre rinnovata dalle promesse di Dio alle quali il popolo è invitato a rispondere con sicurezza.

La cacciata dei mercanti dal tempio è da vedersi in tutta la vita e in tutta la missione di Gesù: il Figlio di Dio è venuto perché attraverso di Lui ogni uomo trovi casa e quella casa deve essere libera da ogni altro interesse che diventa mondano, secondario, non appropriato ad un rapporto con Dio Padre che risponde alla verità della sua natura e richiama alla verità profonda della nostra natura di figli. Quale figlio farebbe “affari” nella casa del proprio padre, in casa propria? Solamente chi ha l’animo pronto, semplice e spontaneo come un bambino, richiama Gesù, può riconoscere tutto questo!

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