La Parola che conta: venerdì 20 febbraio 2026 (rito ambrosiano)

Venerdì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

LETTURA Qo 12, 1-8. 13-14
Lettura del libro del Qoèlet

Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: «Non ci provo alcun gusto»; prima che si oscurino il sole, la luce, la luna e le stelle e tornino ancora le nubi dopo la pioggia; quando tremeranno i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare le donne che macinano, perché rimaste poche, e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre e si chiuderanno i battenti sulla strada; quando si abbasserà il rumore della mola e si attenuerà il cinguettio degli uccelli e si affievoliranno tutti i toni del canto; quando si avrà paura delle alture e terrore si proverà nel cammino; quando fiorirà il mandorlo e la locusta si trascinerà a stento e il cappero non avrà più effetto, poiché l’uomo se ne va nella dimora eterna e i piagnoni si aggirano per la strada; prima che si spezzi il filo d’argento e la lucerna d’oro s’infranga e si rompa l’anfora alla fonte e la carrucola cada nel pozzo, e ritorni la polvere alla terra, com’era prima, e il soffio vitale torni a Dio, che lo ha dato. Vanità delle vanità, dice Qoèlet, tutto è vanità. Conclusione del discorso, dopo aver ascoltato tutto: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo. Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, anche tutto ciò che è occulto, bene o male.

SALMO Sal 18 (19)

La tua legge, Signore, è luce ai nostri occhi.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi.
Il timore del Signore è puro, rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante. R

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti. R

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato. R

Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. R

VANGELO Mc 13, 28-31
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

“Conclusione del discorso, dopo aver ascoltato tutto: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché qui sta tutto l’uomo. Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, anche tutto ciò che è occulto, bene o male”: ecco la sintesi delle riflessioni fatte da Qoèlet nel suo lungo dissertare. Non è una conclusione amara, bensì estremamente vera e, per chi crede, anche consolante perché, in fondo, camminiamo verso il compimento della vita e non verso il nulla. E questo compimento a un nome, Dio, e un destino, quello di esserci Padre e di accoglierci nella sua casa.

L’attesa di Gesù è quella tenzione buona che ci permette di essere sempre vigilanti e pronti a riconoscerLo, accoglierLo e farci suoi discepoli. Se Gesù è già venuto nella storia e nella vera carne, ora la Sua Presenza reale e misteriosa è in mezzo a noi e possiamo riconoscerLo a patto che sappiamo vederne i segni. Uno dei segni è la presenza duratura della sua Parola, del Vangelo: è vera via, vita e verità; imparare ad ascoltare il Vangelo, che non passa, è imparare ed essere allenati a riconoscere che Gesù c’è ed è vicino.

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