La Parola che conta: mercoledì 19 agosto 2026 (rito ambrosiano)

Mercoledì della settimana della XII Domenica dopo Pentecoste

Memoria facoltativa di san Giovanni Eudes, sacerdote

LETTURA Ne 4, 1-17
Lettura del libro di Neemia

In quei giorni. Quando Sanballàt, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdoditi sentirono che il restauro delle mura di Gerusalemme progrediva e che le brecce cominciavano a venir chiuse, si adirarono molto e tutti insieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e crearvi confusione. Allora noi pregammo il nostro Dio e contro di loro mettemmo sentinelle di giorno e di notte per difenderci da loro. Quelli di Giuda dicevano: «Le forze dei portatori vengono meno e le macerie sono molte; noi non potremo ricostruire le mura!». I nostri avversari dicevano: «Senza che s’accorgano di nulla, noi piomberemo in mezzo a loro, li uccideremo e faremo cessare i lavori». Poiché i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero a riferirci dieci volte: «Da tutti i luoghi dove vi volgete saranno contro di noi», io, in luoghi bassi oltre le mura, nei punti scoperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi. Dopo aver considerato la cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «Non li temete! Ricordatevi del Signore grande e tremendo; combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e le vostre figlie, per le vostre mogli e per le vostre case!». Quando i nostri nemici sentirono che eravamo informati della cosa, Dio fece fallire il loro disegno e noi tutti tornammo alle mura, ognuno al suo lavoro. Da quel giorno la metà dei miei giovani lavorava e l’altra metà stava armata di lance, di scudi, di archi, di corazze; i preposti stavano dietro a tutta la casa di Giuda. Quelli che ricostruivano le mura e quelli che portavano o caricavano i pesi con una mano lavoravano e con l’altra tenevano la loro arma; tutti i costruttori, lavorando, portavano ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il suonatore di corno stava accanto a me. Dissi allora ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «L’opera è grande ed estesa e noi siamo sparsi sulle mura e distanti l’uno dall’altro. Dovunque udrete il suono del corno, raccoglietevi presso di noi; il nostro Dio combatterà per noi». Così continuavamo i lavori, mentre la metà di loro teneva impugnata la lancia, dal sorgere dell’alba allo spuntare delle stelle. Anche in quell’occasione dissi al popolo: «Ognuno con il suo aiutante passi la notte dentro Gerusalemme, così saranno per noi una guardia di notte e mano d’opera di giorno». Io, poi, i miei fratelli, i miei servi e gli uomini di guardia che mi seguivano non ci togliemmo mai le vesti; ognuno teneva l’arma a portata di mano.

SALMO Sal 59 (60)

Con Dio noi faremo meraviglie.

Hai messo a dura prova il tuo popolo,
ci hai fatto bere vino che stordisce.
Hai dato un segnale a quelli che ti temono,
perché fuggano lontano dagli archi.
Perché siano liberati i tuoi amici,
salvaci con la tua destra e rispondici! R

Dio ha parlato nel suo santuario:
«Esulto e divido Sichem,
spartisco la valle di Succot.
Mio è Gàlaad, mio è Manasse,
Èfraim è l’elmo del mio capo,
Giuda lo scettro del mio comando». R

Chi mi condurrà alla città fortificata,
chi potrà guidarmi fino al paese di Edom?
Nell’oppressione vieni in nostro aiuto,
perché vana è la salvezza dell’uomo.
Con Dio noi faremo prodezze,
egli calpesterà i nostri nemici. R

VANGELO Lc 12, 54-56
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?».

Confidare nel Signore, soprattutto quando si ha la certezza di compiere un’opera voluta da Lui, porta ad aguzzare l’ingegno perché lo Spirito divino viene in aiuto con tutti i suoi doni. E così Neemia con tutto il popolo procede a restaurare le mora di Gerusalemme iniziando a chiudere le brecce e facendo la guardia giorno e notte perché quest’opera non venisse manomessa dalle intenzioni contrarie degli avversari. E’ singolare che venga ricordato come il Signore, nella sua onnipotenza e nel suo agire misterioso e sempre per il bene di chi crede in Lui, disponga di far fallire i progetti contrari di quanti ostacolano quest’opera da Lui desiderata, voluta e benedetta.

Valutare i segni dei tempi è l’opera che solo i veri discepoli di Gesù sono capaci di fare: è l’opera del discernimento spirituale, quello che permette anzitutto di verificare dentro di sé cosa alberga e cosa muove nei pensieri, nelle intenzioni, nei desideri… che poi si esprime esternamente nelle scelte quotidiane e nel saper guardare a ciò che accade intorno a noi. Se l’uomo per creazione e per natura è capace di comprendere i segni naturali sarà capace anche di vedere e interpretare i segni soprannaturali che indicano in quale direzione si muove il volere di Dio e quale direzione prendere.

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