La Parola che conta: lunedì 24 agosto 2026 (rito ambrosiano)
San Bartolomeo, apostolo
Festa
LETTURA Ap 21, 9b-14
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Nel giorno del Signore, l’angelo mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
SALMO Sal 144 (145)
Benedetto il Signore, gloria del suo popolo.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R
Facciano conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. R
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R
EPISTOLA Ef 1, 3-14
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.
VANGELO Gv 1, 45-51
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Il Signore Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
La visione della Gerusalemme celeste è la visione del compimento della vita di in credente e di un discepolo che, dopo aver creduto e sperato nella salvezza, vede finalmente coronato il suo desiderio e il suo sogno di vedere Dio e abitare e vivere presso di Lui per l’eternità: in questa visione hanno un posto particolare i Dodici apostoli che, tra i primi, hanno creduto in Gesù Messia e lo hanno seguito dando la propria vita per Lui: sono le “colonne” o il basamento della Gerusalemme celeste su cui si poggia e sui quali tutti noi ci appoggiamo a partire dal credere e far parte della Chiesa apostolica, inizio di quella celeste.
“Questa grande preghiera di benedizione è un inno alla bontà di Dio Padre. Il brano si ricollega in particolare a Rm 8,28-30. La benedizione spirituale è il dono della salvezza, che Dio comunica ai credenti per mezzo di Gesù Cristo e per l’azione del suo Spirito. L’espressione nei cieli indica la dimora di Dio (1,20; 3,10). Scopo ultimo del disegno salvifico di Dio è la rivelazione e il riconoscimento del suo amore gratuito, che si manifesta e viene comunicato con pienezza nel suo Figlio (1,10.14). 1,10 La pienezza dei tempi è un’espressione paolina, per indicare il compimento del disegno di Dio nella storia (Gal 4,4). Tutta la realtà creata trova il suo senso e la sua coesione profonda in rapporto a Cristo, costituito da Dio capo unico e universale. In Gesù Cristo l’azione salvifica di Dio raggiunge i due gruppi di credenti: noi, i cristiani di origine ebraica, che custodiscono la speranza messianica; voi, quelli provenienti dai pagani, che hanno accolto l’annuncio del Vangelo e sono consacrati dallo Spirito Santo per la salvezza finale.” (Note alla Bibbia Cei 2008, da Bibbia edu).
«Vieni e vedi»: è l’invito che Filippo rivolge a Natanaele perchè muova i suoi passi verso Gesù; è un inviso semplice ma importante perché bisogna vedere l’opera di Dio, non solo sentirne parlare; occorre incontrare il mistero di Dio che si rende vicino e visibile nell’amore che si dona tutto per dare la vita vera e la luce divina. Così Natanaele si stupisce che Gesù ha un buon giudizio su di lui («Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità») riconoscendolo Figlio di Dio e Gesù gli preannuncia che sarà testimone di grandi cose grazie all’apertura di fede della sua vita.

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