La Parola che conta: giovedì 8 ottobre 2026 (rito ambrosiano)

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria facoltativa di sant’Anselmo di Lucca, vescovo

EPISTOLA 2Tm 4, 1-8
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero. Io infatti sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.

SALMO Sal 70 (71)

Con la mia vita canterò la tua lode, Signore.

Della tua lode è piena la mia bocca:
tutto il giorno canto il tuo splendore.
Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze. R

Io, invece, continuo a sperare;
moltiplicherò le tue lodi.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare. R

Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
Io ti renderò grazie al suono dell’arpa,
per la tua fedeltà, o mio Dio,
a te canterò sulla cetra, o Santo d’Israele. R

VANGELO Lc 21, 25-33
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

“Annuncia la Parola”: è questo l’imperativo categorico che Paolo consegna al discepolo Timòteo mettendolo in guardia dal clima che potrebbe crearsi di accomodamento e di facile piacere e consenso a quanti vorranno udire cosa piacevoli e non la verità rivelata, quella che è Parola di Dio spada a doppio taglio che penetra fine nel profondo dell’animo per poterlo giudicare e purificare. Annunciare il Vangelo, compiere il ministero e testimoniare l’essere cristiani porta alla sofferenza e alla sopportazione: è quello che vive Paolo ed ora consegna a Timòteo in questa stagione finale della sua vita di Apostolo che attende l’incontro definitivo con il suo Signore.

Come vivere l’attesa e i “tempi ultimi”? Gesù descrive uno scenario apocalittico, cioè di rivelazione ultima delle cose e del compimento del tempo: i segni saranno ben visibili e ben riconoscibili nella natura e spetterà a ciascuno interpretarli e viverli in maniera corretta, nell’attesa e nella tensione buona del ritorno del Figlio dell’uomo manifestato nella sua gloria; sarà questo il segno grande della liberazione vicina, del regno di Dio che si compie. Compito della Scrittura è accompagnare con sicurezza questo cammino.

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