La Parola che conta: mercoledì 21 ottobre 2026 (rito ambrosiano)

Mercoledì della settimana dopo la Dedicazione

Memoria facoltativa di Sant’Ilarione di Gaza

LETTURA Ap 1, 10; 2, 8-11
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: All’angelo della Chiesa che è a Smirne scrivi: «Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita. Conosco la tua tribolazione, la tua povertà – eppure sei ricco – e la bestemmia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono, ma sono sinagoga di Satana. Non temere ciò che stai per soffrire: ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte».

SALMO Sal 16 (17)

Signore, veri e giusti sono i tuoi giudizi.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno. R

Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia. R

Seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R

VANGELO Mc 6, 7-13
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

La seconda comunità alla quale la visione cui partecipa Giovanni è Smirne: a questa Chiesa l’Apostolo si rivolge conoscendola profondamente e sapendo che è tribolata e la povertà nella quale vive, una povertà non materiale ma spirituale in quanto divisa perché non riconosce interamente Gesù quale messia. Viene anche preavvisata di una breve persecuzione e privazione di libertà a causa della fede ma che servirà soprattutto per rinforzarsi ed essere fedele per entrare nella vita che non finisce, evitando la morte eterna. Viene da chiedersi se anche noi non siamo “affetti” da qualcuno di questi peccati non riconoscendo nell’intimo e nei fatti Gesù come messia e salvatore della nostra vita.

Chiamati a sé quelli che volle, Gesù invia i Dodici in coppia sottolineando che la missione non è individuale ma comunitaria e che è una missione di liberazione dal maligno in tutte le sue forme. Questo invio deve essere caratterizzato dalla sobrietà delle cose che si portano con sé, dalla richiesta di essere accolti e di accettare questa ospitalità solo laddove si è veramente accolti, mentre essere decisi a lasciare quanti invece si rifiutano. I risultati di questo invio non tardano a venire: penso che i Dodici siano rimasti entusiasti di questa prima riuscita sia nella predicazione che nell’opera di guarigione e di esorcismo del maligno. La missione della Chiesa e fi ogni battezzato è ancora questa.

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