La Parola che conta: giovedì 12 febbraio 2026 (rito ambrosiano)

Giovedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

LETTURA Sap 18, 20-25a
Lettura del libro della Sapienza

L’esperienza della morte colpì anche i giusti e nel deserto ci fu il massacro di una moltitudine, ma l’ira non durò a lungo, perché un uomo irreprensibile si affrettò a difenderli, avendo portato le armi del suo ministero, la preghiera e l’incenso espiatorio; si oppose alla collera e mise fine alla sciagura, mostrando di essere il tuo servitore. Egli vinse la collera divina non con la forza del corpo né con la potenza delle armi, ma con la parola placò colui che castigava, ricordando i giuramenti e le alleanze dei padri. Quando ormai i morti erano caduti a mucchi gli uni sugli altri, egli, ergendosi là in mezzo, arrestò l’ira e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi. Sulla sua veste lunga fino ai piedi portava tutto il mondo, le glorie dei padri scolpite su quattro file di pietre preziose e la tua maestà sopra il diadema della sua testa. Di fronte a queste insegne lo sterminatore indietreggiò, ebbe paura.

SALMO Sal 104 (105)

Cercate sempre il volto del Signore.

Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto. R

Israele venne in Egitto,
Giacobbe emigrò nel paese di Cam.
Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo. R

Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam. R

VANGELO Mc 11, 15-19
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù e i suoi discepoli giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, Gesù si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”? Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

Anche il popolo d’Israele passa per le sue prove ed ha bisogno di un intercessore e di un mediatore per placare la collera che si abbatte su di esso: così viene descritto Aronne nella sua funzione di sommo sacerdote ornato di paramenti che esprimono l’universalità del mondo e del creato e portatore di elementi come l’incenso espiatorio e la sua preghiera. E’ suggestiva l’immagine dell’efficacia del ministero levitico: “Quando ormai i morti erano caduti a mucchi gli uni sugli altri, egli, ergendosi là in mezzo, arrestò l’ira e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi”.

Il brano odierno è l’inserzione che mancava alle due sezioni del Vangelo del giorno precedente. Gesù e i discepoli vanno a Gerusalemme e, com’è naturale, entrano nel tempio; quello che sorprende è la reazione di Gesù al commercio che si fa dentro la casa di Dio che deve essere anzitutto e solamente casa di preghiera per tutte le nazioni. E’ questa la funzione del tempio: essere punto di riferimento per chi cerca Dio, nient’altro! E questo, ai tempi di Gesù cos’ come forse ai nostri, da fastidio perché toglie del potere mondano a chi dal tempio trae potere, profitto, guadagno.

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