La Parola che conta: giovedì 8 gennaio 2026 (rito ambrosiano)

II Feria dopo l’Epifania

LETTURA Ct 2, 8-14
Lettura del Cantico dei Cantici

Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate. Ora l’amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo. Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole».

SALMO Sal 44 (45)

Ami la giustizia, Signore, e l’empietà detesti.

La tua destra ti mostri prodigi.
Le tue frecce sono acute
– sotto di te cadono i popoli –,
colpiscono al cuore i nemici del re. R

Il tuo trono, o Dio, dura per sempre;
scettro di rettitudine è il tuo scettro regale. R

Ami la giustizia e la malvagità detesti:
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni. R

VANGELO Mt 25, 1-13
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

“Cerchiamo Colui che ci cerca” è il titolo di un libro di qualche anno fa’: esprime bene quanto troviamo nei versetti del capitolo 2 del Cantico dei cantici di oggi. L’Amata e l’Amato si cercano con desiderio di incontrarsi sempre e di nuovo perché sia una festa continua. E’ il clima di questi giorni tra l’Epifania, prima manifestazione gloriosa di Gesù in quanto vero uomo e vero Dio, luce delle genti, e il suo Battesimo, solidarietà con gli uomini e rivelazione da parte del Padre dell’Amato.

Continua il tema della vigilanza, questa volta con il racconto della parabola delle dieci vergini. Stupisce che cinque di esse non si siano preparate abbastanza per attendere l’arrivo dello Sposo: perché lo hanno fatto? E perché le cinque che, invece, l’olio ce l’hanno non lo hanno condiviso? Probabilmente perché fede, speranza e carità, l’olio dei nostri giorni è qualcosa di così personale che non è “cedibile” se non per imitazione ed esortazione: la perseveranza, così come la vigilanza e la fedeltà, sono atteggiamenti interiori che ciascuno personalmente è invitato a coltivare per essere certo di incontrare il Signore.

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