La Parola che conta: Lunedì 11 ottobre 2021, rito ambrosiano

Lunedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria facoltativa di san Giovanni XXIII, papa

EPISTOLA 1Tm 1, 12-17
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

SALMO Sal 138 (139)

La tua mano è su di me, o Signore.

Intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile. R

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia. R

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro
i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno. R

VANGELO Lc 21, 5-9
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Paolo scrive al diletto figlio Timoteo, figlio nella fede e nel ministero, ricordandogli quale grazia lui stesso abbia ricevuto da Dio, ovvero la chiamata alla salvezza, al ministero e alla vera vita, quella nella fede in Cristo Gesù: chissà se anche noi riusciremmo a scrivere oppure a ricevere una lettera del genere, facendo memoria grata del dono della fede e indicando chi ci ha aiutato ad incontrare Gesù, oppure chi abbiamo noi stessi aiutato ad incontrarlo!

Quella di Gesù sul tempio è una vera e propria profezia: infatti il tempio sarà distrutto dai Romani qualche anno dopo. Non abituiamoci però alle profezie di sventura pronunciate da Gesù! Semmai ci mette in guardia da quelli che potremmo definire ” profeti di sventura” che presumono di conoscere un futuro assolutamente negativo e si “appaltano” la certezza di questa parola veniente dall’Altissimo! Noi, cristiani di questo tempo, sappiamo che Gesù è in mezzo a noi per guidare, correggere, consolare e amare, proprio in mezzo a un mondo che tante volte non funziona, non per colpa sua! Chiediamo con umiltà di avere un cuore e uno sguardo capace di riconoscere Lui e la sua opera, intorno a noi e anche in noi.

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