La Parola che conta: Giovedì 14 ottobre 2021, rito ambrosiano

Giovedì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria facoltativa di san Callisto I, papa e martire

EPISTOLA 1Tm 3, 1-13
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, questa parola è degna di fede: se uno aspira all’episcopato, desidera un nobile lavoro. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola donna, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia guidare bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi e rispettosi, perché, se uno non sa guidare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio? Inoltre non sia un convertito da poco tempo, perché, accecato dall’orgoglio, non cada nella stessa condanna del diavolo. È necessario che egli goda buona stima presso quelli che sono fuori della comunità, per non cadere in discredito e nelle insidie del demonio. Allo stesso modo i diaconi siano persone degne e sincere nel parlare, moderati nell’uso del vino e non avidi di guadagni disonesti, e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi, se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio. Allo stesso modo le donne siano persone degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto. I diaconi siano mariti di una sola donna e capaci di guidare bene i figli e le proprie famiglie. Coloro infatti che avranno esercitato bene il loro ministero, si acquisteranno un grado degno di onore e un grande coraggio nella fede in Cristo Gesù.

SALMO Sal 65 (66)

Sia benedetto Dio,
che ha ascoltato la mia preghiera.

O Dio, tu ci hai messi alla prova;
ci hai purificati come si purifica l’argento.
Entrerò nella tua casa con olocausti,
a te scioglierò i miei voti,
pronunciati dalle mie labbra. R

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
A lui gridai con la mia bocca,
lo esaltai con la mia lingua. R

Se nel mio cuore avessi cercato il male,
il Signore non mi avrebbe ascoltato.
Ma Dio ha ascoltato,
si è fatto attento alla voce della mia preghiera. R

Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R

VANGELO Lc 21, 25-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». E disse loro una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Le indicazioni precise dettate da Paolo al discepolo Timoteo rispetto alle caratteristiche che devono avere coloro che aspirano all’episcopato e al diaconato ci mettono nel solco della tradizione della Chiesa che vede la fede innestarsi nel concreto della vita e diventare prassi, comportamenti, morale e tutto questo richiesto a tutti, in modo speciale a chi nella Chiesa è chiesta e data una responsabilità nei confronti dei fratelli nella fede.

Continua il discorso apocalittico di Gesù: è un discorso che apre all’attesa dell’ultima rivelazione (perché è questo il vero significato della parola apocalisse). Al di là dei segni evocati da Gesù ciò che conta e che rimane sono esattamente le ultime parole da lui pronunciate: tutto passa, solo la Parola d’Amore resta.

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