La Parola che conta: martedì 19 ottobre 2021, rito ambrosiano

Martedì della settimana dopo la Dedicazione

Memoria facoltativa dei santi Giovanni de Brébeuf e Isacco Jogues, sacerdoti e Compagni, martiri

LETTURA Ap 1, 10; 2, 1-7
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi: “Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro. Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi sopportare i cattivi. Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti. Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore. Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima. Se invece non ti convertirai, verrò da te e toglierò il tuo candelabro dal suo posto. Tuttavia hai questo di buono: tu detesti le opere dei nicolaìti, che anch’io detesto. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio”».

SALMO Sal 7

La mia difesa è nel Signore.

Signore, mio Dio, se così ho agito,
se c’è ingiustizia nelle mie mani,
se ho ripagato il mio amico con il male,
se ho spogliato i miei avversari senza motivo,
il nemico mi insegua e mi raggiunga,
calpesti a terra la mia vita
e getti nella polvere il mio onore. R

Sorgi, Signore, nella tua ira,
àlzati contro la furia dei miei avversari,
svégliati, mio Dio, emetti un giudizio!
L’assemblea dei popoli ti circonda:
ritorna dall’alto a dominarla! R

Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo l’innocenza che è in me.
Cessi la cattiveria dei malvagi.
Rendi saldo il giusto,
tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto. R

VANGELO Mc 3, 13-19
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

In queste settimane le letture feriali ci propongono alcuni brani del libro dell’Apocalisse (ci accompagnerà fino all’inizio dell’Avvento). In particolare questi primi giorni sono caratterizzati dalle lettere inviate dall’Apostolo Giovanni, intermediario tra la rivelazione e il destinatario, ad alcune comunità cristiane precise: ognuna di esse contiene un elogio, riconoscendo fede e opere, e una parte invece di ammonimento e di correzione, sempre finalizzata a ridestare la fede e l’amore che hanno caratterizzato l’inizio della vita di ciascuna di esse. Oggi tocca alla comunità di Efeso: viene riconosciuta la perseveranza nella fede ma rimproverato l’affievolimento dell’amore di un tempo. Occorre tornare ad esso per risplendere ancora di più!

Il brano evangelico ci propone la chiamata dei Dodici per stare con Gesù e per inviarli: ciascuno di essi ha la propria storia e ciascuno di essi risponderà personalmente e in maniera originale a questa elezione, non sempre rimandendole fedele, non sempre rimanendo aperti a Gesù. Ma sempre il Signore chiama per stare con Lui e per essere inviati: questa è la dinamica dei discepoli, questa è la dinamica della fede.

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