La Parola che conta: martedì 23 settembre 2025 (rito ambrosiano)

Martedì della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria di san Pio da Pietrelcina, sacerdote

LETTURA 2Pt 1, 20 – 2, 10a
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio. Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri, i quali introdurranno fazioni che portano alla rovina, rinnegando il Signore che li ha riscattati. Attirando su se stessi una rapida rovina, molti seguiranno la loro condotta immorale e per colpa loro la via della verità sarà coperta di disprezzo. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma per loro la condanna è in atto ormai da tempo e la loro rovina non si fa attendere. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò in abissi tenebrosi, tenendoli prigionieri per il giudizio. Ugualmente non risparmiò il mondo antico, ma con altre sette persone salvò Noè, messaggero di giustizia, inondando con il diluvio un mondo di malvagi. Così pure condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, lasciando un segno ammonitore a quelli che sarebbero vissuti senza Dio. Liberò invece Lot, uomo giusto, che era angustiato per la condotta immorale di uomini senza legge. Quel giusto infatti, per quello che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, giorno dopo giorno si tormentava a motivo delle opere malvagie. Il Signore dunque sa liberare dalla prova chi gli è devoto, mentre riserva, per il castigo nel giorno del giudizio, gli iniqui, soprattutto coloro che vanno dietro alla carne con empie passioni e disprezzano il Signore. Amen

SALMO Sal 36 (37)

Il Signore è nostro aiuto e salvezza.

Ho visto un malvagio trionfante,
gagliardo come cedro verdeggiante;
sono ripassato ed ecco non c’era più,
l’ho cercato e non si è più trovato. R

Osserva l’integro, guarda l’uomo retto:
perché avrà una discendenza l’uomo di pace.
Ma i peccatori tutti insieme saranno eliminati,
la discendenza dei malvagi sarà sterminata. R

La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati. R

VANGELO Lc 18, 35-43
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Noi non crediamo da soli, così come non camminiamo da soli e da soli non riusciremmo a comprendere e a fare nostra la Parola di Dio: è questo il messaggio che ci viene dal brano della seconda lettera di Pietro apostolo. Grazie a questo camminare insieme, a questo essere Chiesa ciascuno di noi può trovare nel compagno di cammino un fratello con cui confrontarsi e a volte correggersi, così com’è desiderio del Signore che sia: soprattutto l’essere anche con il nostro corpo tempio dello Spirito santo è fondamentale per essere davvero discepoli e figli, per onorare quel dono della vita e della fede che il Padre ci ha donato per mezzo del Figlio e dello Spirito.

«Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!»: è una delle invocazioni più belle e più preziose contenute in tutta la Scrittura e in particolare nel Vangelo; è una invocazione che la Chiesa ci suggerisce per manifestare il nostro pentimento e chiedere il perdono al Padre. Sulla bocca del cieco è supplica che va contro tutti quanti sono da ostacolo al suo incontro con quel Gesù che invoca, con insistenza, perché abbia pietà di lui: l’avere pietà non alla maniera umana, ma alla maniera divina, perché la pietà sgorga dal cuore di Dio ed è uno dei frutti bellissimi dello Spirito santo! Invocazione fiduciosa e insistente e fede: sono questi i due “ingredienti” che fanno scattare il miracolo della guarigione dalla cecità, un miracolo che è incontro con Gesù Signore e lode a Dio per quanto accaduto; una lode e un riconoscimento contagiosi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.