La Parola che conta: martedì 24 febbraio 2026 (rito ambrosiano)
Martedì della I settimana di Quaresima
GENESI 3, 1-8
Lettura del libro della Genesi
In quei giorni. Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.
SALMO Sal 118 (119), 1-8
Beato chi è fedele alla legge del Signore.
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore. R
Non commette certo ingiustizie
e cammina nelle sue vie.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente. R
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò allora vergognarmi,
se avrò considerato tutti i tuoi comandi. R
Ti loderò con cuore sincero,
quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.
Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai. R
PROVERBI 3, 1-10
Lettura del libro dei Proverbi
Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e tanta pace ti apporteranno. Bontà e fedeltà non ti abbandonino: légale attorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e otterrai favore e buon successo agli occhi di Dio e degli uomini. Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non affidarti alla tua intelligenza; riconoscilo in tutti i tuoi passi ed egli appianerà i tuoi sentieri. Non crederti saggio ai tuoi occhi, temi il Signore e sta’ lontano dal male: sarà tutta salute per il tuo corpo e refrigerio per le tue ossa. Onora il Signore con i tuoi averi e con le primizie di tutti i tuoi raccolti; i tuoi granai si riempiranno oltre misura e i tuoi tini traboccheranno di mosto.
VANGELO Mt 5, 13-16
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Quando si rompe un legame di fiducia, un rapporto interpersonale, di solito la prima cosa che capita è quella di nascondersi, eclissarsi per non affrontare quella persona: così è capitato anche al primo uomo e alla prima donna che, caduti nella tentazione, hanno peccato e questo peccato ora produce la vergogna di scoprirsi nudi di fronte all’Altro, quindi segnati dal peccato. L’inganno, la lusinga, la poca chiarezza… sono tutte “anticamere” del peccato che è sfiducia, rottura, orgoglio. Ma il progetto di Dio Padre e Creatore continua.
L’insegnamento del Signore e la sua sapienza aiutano a vivere in pace e seguendo la via della bontà e della fedeltà: affidarsi all’intelligenza divina è meglio che seguire il proprio consiglio e fare di testa propria perché lo sguardo divino è più ampio, luminoso e veritiero sulla vita. Uno degli effetti di questa confidenza con la sapienza divina è una vita che porta frutto.
Dopo l’enunciazione delle beatitudini Gesù apre gli occhi sull’esistenza di uomini e donne che accolgono la sua Parola e così diventano sale della terra e luce del mondo: elemento prezioso ed elemento vitale si combinano in modo tale che la vita credente, la vita del vero discepolo diventa presenza luminosa davanti agli uomini, capacità di compiere opere buone perché sostenute ed ispirate dal Padre, testimonianza vivente della gloria di Dio.
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