La Parola che conta: mercoledì 1° ottobre 2025 (rito ambrosiano)
Mercoledì della settimana della V Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore
Memoria di santa Teresa di Gesù bambino, dottore della Chiesa
EPISTOLA Fm 1, 1-7
Lettera di san Paolo apostolo a Filèmone
Paolo, prigioniero di Cristo Gesù, e il fratello Timòteo al carissimo Filèmone, nostro collaboratore, alla sorella Apfìa, ad Archippo nostro compagno nella lotta per la fede e alla comunità che si raduna nella tua casa: grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo. Rendo grazie al mio Dio, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere, perché sento parlare della tua carità e della fede che hai nel Signore Gesù e verso tutti i santi. La tua partecipazione alla fede diventi operante, per far conoscere tutto il bene che c’è tra noi per Cristo. La tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione, fratello, perché per opera tua i santi sono stati profondamente confortati.
SALMO Sal 91 (92)
Il giusto fiorirà come palma.
È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte. R
Come sono grandi le tue opere, Signore,
quanto profondi i tuoi pensieri!
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano. R
Piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore. R
VANGELO Lc 20, 27-40
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
La fraternità che nasca dalla fede è espressa nei pochi versetti che Paolo rivolge a Filèmone: carissimo collaboratore, associato nella lotta per la fede, aperto nella fraternità ad altri, rendimento di grazie a Dio, operosità nella fede e nella carità, ricordo nella preghiere, conforto per quanti vengono in contatto e per quanti sono nel bisogno… sono soltanto alcune delle caratteristiche sottolineate dall’Apostolo. La genuinità delle relazioni nate dallo Spirito e nella fede portano a tutto questo e a molto di più!
La risurrezione dai morti e la vita futura sono oggetto di chiarimento da parte di Gesù: di fronte all’incredulità dei sadducei che non credono, egli risponde ribadendo non un semplice insegnamento, bensì la fede profonda nel Dio non dei morti, ma dei viventi. “Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui”: lo stesso Mosè si appella direttamente a Dio parlando dei patriarchi che vivono in Lui e per lui. Se la risurrezione di Gesù è il centro della nostra fede, la risurrezione dai morti che coinvolge la nostra vita viene subito dopo in quanto a importanza e rilevanza per la nostra esistenza!

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