La Parola che conta: Mercoledì 13 ottobre 2021, rito ambrosiano

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria facoltativa di santa Margherita Maria Alacoque

EPISTOLA 1Tm 2, 8-15
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, voglio che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche. Allo stesso modo le donne, vestite decorosamente, si adornino con pudore e riservatezza, non con trecce e ornamenti d’oro, perle o vesti sontuose, ma, come conviene a donne che onorano Dio, con opere buone. La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull’uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre. Ora lei sarà salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con saggezza.

SALMO Sal 144 (145)

Benedetto il nome del Signore.

Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza. R

Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare. R

Diffondano il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino la tua giustizia
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R

Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva. R

Canti la mia bocca la lode del Signore
e benedica ogni vivente il suo santo nome,
in eterno e per sempre. R

VANGELO Lc 21, 20-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti».

E’ chiaro che Paolo faccia riferimento alla cultura del tempo quando scrive come deve stare la donna nei confronti dell’uomo: parole d’altri tempi! Ma ciò che è chiesto a lei è chiesto anche a lui: “perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con saggezza“. Viviamo la stessa comunione di fede anche nella differenza e nella reciprocità di uomini e di donne.

Il discorso apocalittico di Gesù tocca ancora una volta la città santa, Gerusalemme: essa diventa specchio del rapporto incrinato tra le creature e il Creatore e tra le creature tra di loro. Penso che Gesù abbia in mente e in cuore la distruzione del tempio che avverrà da lì a qualche anno per mano dei Romani, ma non solo: Gerusalemme da città della Pace, dell’incontro e del riconoscimento dell’unica paternità di Dio diventa crocevia e spartizione di potere così che le sue fondamenta non sono più il comune riconoscimento di ciò che unisce, la fede nell’unico Dio, ma sottolineatura di ciò che invece divide.

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