La Parola che conta: Sabato 24 settembre 2022

Sabato della settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Memoria facoltativa di santa Tecla, martire

LETTURA Dt 14, 22-29
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Dovrai prelevare la decima da tutto il frutto della tua semente, che il campo produce ogni anno. Mangerai davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo dove avrà scelto di stabilire il suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto, perché tu impari a temere sempre il Signore, tuo Dio. Ma se il cammino è troppo lungo per te e tu non puoi trasportare quelle decime, perché è troppo lontano da te il luogo dove il Signore, tuo Dio, avrà scelto di stabilire il suo nome – perché il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto –, allora le convertirai in denaro e, tenendolo in mano, andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto e lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto e mangerai davanti al Signore, tuo Dio, e gioirai tu e la tua famiglia. Il levita che abita le tue città, non lo abbandonerai, perché non ha parte né eredità con te. Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento in quell’anno e le deporrai entro le tue porte. Il levita, che non ha parte né eredità con te, il forestiero, l’orfano e la vedova che abiteranno le tue città, mangeranno e si sazieranno, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano».

SALMO Sal 96 (97)

Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R

EPISTOLA 1Cor 9, 13-18
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, non sapete che quelli che celebrano il culto, dal culto traggono il vitto, e quelli che servono all’altare, dall’altare ricevono la loro parte? Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo. Io invece non mi sono avvalso di alcuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché si faccia in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto! Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.

VANGELO Lc 12, 32-34
✠ Lettura del Vangelo secondo LucaIn quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».

La logica divina della decima di tutto il raccolto e di tutto il bestiame non è l’arricchimento o l’accumulo fine a se stesso: per un popolo nomade è, da una parte, rendere grazie a Dio per quanto si ha e, dall’altra, un saggio uso dei beni della terra da condividere con chi non ha eredità (i sacerdoti) o chi è povero (straniero, orfano, vedova).

La logica che utilizza Paolo per se stesso supera quella proclamata da Primo testamento riguardo al sostentamento dei ministri del culto: “guai a me se non annunciassi il Vangelo!”. E questo porta alla conseguenza che l’Apostolo non vuole trarre nessun sostentamento da tale opera apostolica: egli vuole vivere e mantenere se stesso lavorando, oltre che predicare il Vangelo.

Il “piccolo gregge” è prediletto dal Padre ed è destinatario del regno, ma questo non esclude tutto gli altri perche, grazie all’esempio e alla testimonianza, essi accendono il desiderio di essere come loro, figli prediletti e amati e ricevere così la benedizione promessa a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.