La Parola che conta: sabato 27 settembre 2025 (rito ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote

LETTURA Dt 15, 1-11
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Alla fine di ogni sette anni celebrerete la remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che detenga un pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, poiché è stata proclamata la remissione per il Signore. Amen Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. Del resto non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore, tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti do. Quando il Signore, tuo Dio, ti benedirà come ti ha promesso, tu farai prestiti a molte nazioni, ma non prenderai nulla in prestito. Dominerai molte nazioni, mentre esse non ti domineranno. Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: “È vicino il settimo anno, l’anno della remissione”; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla: egli griderebbe al Signore contro di te e un peccato sarebbe su di te. Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo cuore non si rattristi. Proprio per questo, infatti, il Signore, tuo Dio, ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. Poiché i bisognosi non mancheranno mai nella terra, allora io ti do questo comando e ti dico: “Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nella tua terra”».

SALMO Sal 97 (98)

Cantate al Signore, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R

EPISTOLA Ef 2, 1-8
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio.

VANGELO Lc 5, 29-32
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Levi preparò al Signore Gesù un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

“Del resto non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore, tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti do”: questo è il fondamento sicuro sul quale si appoggia la disciplina introdotta da Mosè riguardo il settimo anno nel quale vengono condonati i debiti nei confronti dei fratelli. Pregare e fare giustizia diceva un vecchio libro che qualche anno fa avevo meditato insieme alle coppie di sposi con le quali cammino: pregare è avere un rapporto con il Signore, grazie al quale lo conosciamo e ci facciamo conoscere, amare, sostenere, guidare… fare giustizia è abitare la terra ricordando la mano provvidente di Dio che elargisce il necessario e sostiene ogni sforzo per la sussistenza e per il benessere, instaurando dei rapporto sociali basati sull’equità. E’ molto suggestiva la legge della remissione: chissà se, a partire dal nostro piccolo, la applichiamo fidandoci di Dio?

“Per grazia siete salvati”: le poche parole di Paolo ci ricordano che la salvezza attuale e quella eterna non sono frutto di un nostro sforzo, opera nostra, ma sono dono gratuito di Dio attraverso l’opera di Gesù. A noi il compito di credere fermamente che Gesù è il Signore e Messia e che nella nostra vita la sua opera e la sua presenza reale e misteriosa fanno davvero la differenza: non siamo in balìa di noi stessi o di altri, appoggiamo la nostra esistenza fedele su questa certezza e il Signore non mancherà di darci la forza necessaria per le inevitabili lotte.

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano»: al banchetto a casa di Levi Gesù chiarisce l’obiettivo della sua missione, quella di venire incontro a tutti, specialmente a quanti sono segnati dall’esperienza del peccato, paragonato ad una malattia (e in effetti potremmo definirlo “malattia spirituale”). Un passo decisivo della nostra vita è quello di riconoscerci peccatori e umilmente rimanere discepoli alla sequela di Colui che opera in noi la guarigione, il perdono, la salvezza. A volte la salvezza è anche da noi stessi e dai nostri inevitabili limiti o fragilità: il Signore è colui che colma tutto questo donandoci il suo Spirito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.