La Parola che conta: Venerdì 8 ottobre 2021, rito ambrosiano

VENERDÌ DELLA V DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI

EPISTOLA 1Tm 1, 1-11

Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza, a Timòteo, vero figlio mio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro. Partendo per la Macedonia, ti raccomandai di rimanere a Èfeso perché tu ordinassi a taluni di non insegnare dottrine diverse e di non aderire a favole e a genealogie interminabili, le quali sono più adatte a vane discussioni che non al disegno di Dio, che si attua nella fede. Lo scopo del comando è però la carità, che nasce da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera. Deviando da questa linea, alcuni si sono perduti in discorsi senza senso, pretendendo di essere dottori della Legge, mentre non capiscono né quello che dicono né ciò di cui sono tanto sicuri. Noi sappiamo che la Legge è buona, purché se ne faccia un uso legittimo, nella convinzione che la Legge non è fatta per il giusto, ma per gli iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrìleghi e i profanatori, per i parricidi e i matricidi, per gli assassini, i fornicatori, i sodomiti, i mercanti di uomini, i bugiardi, gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina, secondo il vangelo della gloria del beato Dio, che mi è stato affidato.

SALMO Sal 93 (94)

Beato l’uomo che tu istruisci, Signore.

Intendete, ignoranti del popolo:stolti, quando diventerete saggi?Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?Chi ha plasmato l’occhio, forse non vede?Il Signore conosce i pensieri dell’uomo:non sono che un soffio. R

Beato l’uomo che tu castighi, Signore,e a cui insegni la tua legge,per dargli riposo nei giorni di sventura;poiché il Signore non respinge il suo popolo e non abbandona la sua eredità. R

Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.Si avventano contro la vita del giusto e condannano il sangue innocente.Ma il Signore è il mio baluardo,roccia del mio rifugio è il mio Dio. R

VANGELO Lc 20, 45-47

✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Paolo è legato a Timòteo perché lo ha generato alla fede e al ministero: questo brano contiene delle indicazioni preziose che servono anche a noi.

Ecco il percorso di Paolo: fine della legge è la carità alla base della quale c’è un cuore puro dalla quale nasce e cresce grazie ad una buona coscienza, illuminata dallo Spirito, e animata dalla fede, ricevuta come dono e come relazione con Gesù. Dentro questa dinamica ogni fedele è in grado di camminare nella comunione con Gesù e con i fratelli nella comunità.

Se invece il percorso è diverso succede come nel Vangelo, come dice Gesù: si usa la legge per accrescere se stessi, i propri fini e come strumento di potere senza carità, senza amore.

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