La Parola che conta: venerdì 9 gennaio 2026 (rito ambrosiano)
III Feria dopo l’Epifania
LETTURA Ct 1, 2-3b. 4b. 15; 2, 2-3b. 16a; 8, 6a-c
Lettura del Cantico dei Cantici
Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, migliore del vino è il tuo amore. Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza, aroma che si spande è il tuo nome. M’introduca il re nelle sue stanze. Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe. Come un giglio fra i rovi, così l’amica mia tra le ragazze. Come un melo tra gli alberi del bosco, così l’amato mio tra i giovani. Il mio amato è mio e io sono sua. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore.
SALMO Sal 44 (45)
Al re piacerà la tua bellezza.
Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
Gli abitanti di Tiro portano doni,
i più ricchi del popolo cercano il tuo favore. R
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R
Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
Di mirra, àloe e cassia profumano tutte le tue vesti;
da palazzi d’avorio ti rallegri
il suono di strumenti a corda. R
VANGELO Gv 3, 28-29
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Giovanni rispose: «Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena».
E’ poesia pura quella che troviamo nei pochi versetti raccolti e cuciti insieme nella prima lettura: il Cantico dei Cantici ci aiuta a tenere desto il desiderio intenso di custodire, incontrare di nuovo e desiderare l’Amato che si è manifestato a noi nel mistero dell’Incarnazione ed ora si svela, poco alla volta, nella sua vera natura e mettendo in campo la sua missione. E’ un Amato che cerca l’Amata, cioè l’umanità intera, ciascuno di noi, e il suo amore è “forte come la morte”: oggi potremmo dire che il suo Amore è certo come la morte.
Giovanni Battista si definisce l’amico dello sposo: è lui che ha indicato Gesù come l’Agnello di Dio, è sempre lui che ne ha preparato la strada alla venuta e all’accoglienza, così come lo ha battezzato nel Giordano per poi diminuire. Il vero protagonista rimane Gesù; certo ha bisogno che, una volta riconosciuto e incontrato, sia testimoniato, indicato: solo chi porta con sé la gioia dell’incontro con Lui potrà farlo in umiltà e sincerità di cuore.
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