Omelia della II Domenica dopo Pentecoste (rito ambrosiano, A) 14/6/2020

LETTURA Sir 17, 1-4. 6-11b. 12-14
Lettura del libro del Siracide

Il Signore creò l’uomo dalla terra e ad essa di nuovo lo fece tornare. Egli assegnò loro giorni contati e un tempo definito, dando loro potere su quanto essa contiene. Li rivestì di una forza pari alla sua e a sua immagine li formò. In ogni vivente infuse il timore dell’uomo, perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli. Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare. Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male. Pose il timore di sé nei loro cuori, per mostrare loro la grandezza delle sue opere, e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie. Loderanno il suo santo nome per narrare la grandezza delle sue opere. Pose davanti a loro la scienza e diede loro in eredità la legge della vita. Stabilì con loro un’alleanza eterna e fece loro conoscere i suoi decreti. I loro occhi videro la grandezza della sua gloria, i loro orecchi sentirono la sua voce maestosa. Disse loro: «Guardatevi da ogni ingiustizia!» e a ciascuno ordinò di prendersi cura del prossimo.

SALMO Sal 103 (104)

Benedici il Signore, anima mia!

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda,
costruisci sulle acque le tue alte dimore. R

Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
Hai fissato loro un confine da non oltrepassare,
perché non tornino a coprire la terra. R

Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti.
Tu fai crescere l’erba per il bestiame
e le piante che l’uomo coltiva
per trarre cibo dalla terra. R

EPISTOLA Rm 1, 22-25. 28-32
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, mentre si dichiaravano sapienti, gli uomini sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. E poiché non ritennero di dover conoscere Dio adeguatamente, Dio li ha abbandonati alla loro intelligenza depravata ed essi hanno commesso azioni indegne: sono colmi di ogni ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di lite, di frode, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, arroganti, superbi, presuntuosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E, pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa.

VANGELO Mt 5, 2. 43-48
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava alle folle dicendo: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Il brano del Siracide mostra quali caratteristiche ha l’uomo in mezzo a tutta la creazione divina: egli assomiglia al sul Creatore e in esso è infuso lo spirito vitale, oltre che l’intelletto e la sapienza, per poter dominare e comprendere l’opera di Dio. Tra le opere di Dio e i compiti assegnati all’uomo uno è peculiare: “a ciascuno ordina di prendersi cura del prossimo”.

Le parole dell’Apostolo sono severe e hanno un unico scopo: risvegliare quella coscienza sopita nell’uomo, in ogni uomo che non si riconosce più parte dell’opera meravigliosa di Dio Creatore e Signore. La grandezza dell’uomo sta proprio nel riconoscere l’opera creatrice di Qualcun Altro, capace anche di sostenere, guidare, correggere, ispirare… ogni opera buona per la salvezza.

La perfezione, la somiglianza al Padre celeste è l’obiettivo della vita dei discepoli di Gesù: non è qualcosa che però si può “guadagnare” unicamente con i propri sforzi e i propri meriti. Solo rimanendo sotto lo sguardo attento del Padre, solo dimorando nel suo cuore e nella sua casa ogni discepolo del regno di Dio diventa figlio amato e, così, anche tendente a quella perfezione misericordiosa che apre il cielo.

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