Omelia della V Domenica di Pasqua (rito ambrosiano, anno A) 10/5/2020

LETTURA At 10, 1-5. 24. 34-36. 44-48a
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Vi era a Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta Italica. Era religioso e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio. Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: «Cornelio!». Egli lo guardò e preso da timore disse: «Che c’è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite dinanzi a Dio ed egli si è ricordato di te. Ora manda degli uomini a Giaffa e fa’ venire un certo Simone, detto Pietro». Il giorno dopo Pietro con alcuni fratelli arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli con i parenti e gli amici intimi che aveva invitato. Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.

SALMO Sal 65 (66)

Grandi sono le opere del Signore.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! R

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R

EPISTOLA Fil 2, 12-16
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato.

VANGELO Gv 14, 21-24
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato».

            Le vie dello Spirito sono stupende e imprevedibili, aprono strade nei punti più impensabili e nei momenti più incredibili. La narrazione degli Atti degli Apostoli è piena del racconto di questa opera che, assecondata da uomini e donne sinceramente in ricerca di Dio e in cammino, si lasciano incontrare, sorprendere, salvare. A un certo punto queste vie misteriose chiedono un incontro a tu per tu: è così per Cornelio che è invitato a cercare Simon Pietro; e da questo incontro nasce la certezza della fede in Gesù Signore e Salvatore, confermato dal dono evidente dello Spirito santo. La comunità dei credenti quando asseconda queste vie imprevedibili dello Spirito è capace di grandi cose, grande slancio, grande apertura e grande coraggio: la comunità dei credenti diventa a tutti gli effetti testimone, apostolica, accogliente.

            L’immagine utilizzata da Paolo in riferimento alla testimonianza cristiana data dai Filippesi, “risplendete come astri nel mondo”, ci ricorda che l’essere cristiani è partecipare alla stessa luce che è Gesù, luce del mondo, e di camminare sulla strada della Parola di Dio, “lampada per i nostri passi”. Già all’epoca paolina il mondo è definito come “generazione malvagia e perversa” e i invece invitati ad essere “irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti”: chiediamo anche noi il dono di questa luce interiore che, dal cuore e dall’anima, irradia nella nostra vita e fa risplendere di opere buone la nostra esistenza.

            Prendere dimora: è la Parola di Gesù che è anche il “segreto” per vivere da veri credenti, da discepoli di Gesù risorto. Come Gesù prende dimora in noi? Il cammino è chiaramente indicato: accogliere e osservare i suoi comandamenti, lasciarsi amare ed amare a nostra volta, così la manifestazione di questo amore che si dona diventa certezza che non abbandona. Pensiamo ai tanti testimoni di fede che nella vita della Chiesa e nella nostra vita ci hanno insegnato l’essere discepoli di Gesù, una vita buona e in comunione: ringraziamo il Signore se ancora ci sono in mezzo a noi e se, tra essi, possiamo anche noi esserne annoverati!

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