La Parola che conta: 24 gennaio 2026 (rito ambrosiano)

Sabato della settimana della II Domenica dopo l’Epifania

San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa

LETTURA Es 7, 1-6
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!». Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero.

SALMO Sal 94 (95)
Venite, adoriamo il Signore.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

EPISTOLA Rm 15, 14-21
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli miei, sono anch’io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro. Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po’ di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo. Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all’obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito. Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all’Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno, e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno».

VANGELO Mc 12, 1-12
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare loro con parabole: «Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra!”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi?”». E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

Mosè e Aronne sono la voce e il volto di Dio di fronte al popolo e al faraone: essi riportano al volontà e i desideri del Signore che sono per il popolo la liberazione dalla schiavitù, il cammino nel deserto e l’ingresso nella terra promessa e per il faraone l’accettazione della volontà divina di lasciare andare il popolo d’Israele, altrimenti avrebbe assaggiato la potenza divina contro di lui. Mosè e Aronne obbediscono ai comandi divini, il faraone invece indurisce il suo cuore e così, come sappiamo, è testimone della potente mano di Dio.

Paolo è testimone diretto nella sua esistenza dell’opera di Dio per mezzo di Gesù Cristo e del suo Spirito: qui si fonda la sua testimonianza e la forza persuasiva che la caratterizza. Anche l’apertura dell’annuncio alle genti, ai pagani è frutto di questo dono di fede che nell’Apostolo delle genti è diventato palese e fonte di contrasto con chi per primo aveva avuto l’annuncio della salvezza, il popolo d’Israele. Ma Paolo va oltre perché non p interessato a “mettere la sua bandierina” in più posti possibili: laddove incontra una comunità e persone che già hanno conosciuto Gesù si rallegra e condivide con loro la gioia di quella scoperta.

La parabola del vignaioli omicidi è una velata “denuncia” che Gesù fa nei confronti dei capi che non riconoscono in Lui l’inviato di Dio, il Messia e Cristo tanto atteso. Alcune interessanti annotazioni possono aiutare anche noi nell’interpretare e comprendere così ci dice la parabola. La vigna non è di proprietà dei vignaioli, così come la nostra vita e le nostre cose non sono nostre, ma ci sono affidate; occorre prendersi cura di quanto ci è dato per poi restituirlo e dare conto di come abbiamo vissuto e di come abbiamo “utilizzato” tali doni; chi viene a sollecitare queste riflessioni non è un “nemico” ma un inviato di Dio che ci aiuta a rimanere al nostro posto di creature nei confronti del Creatore con la capacità di avere un giusto rapporto con noi stessi, con il mondo che ci circonda e con Dio.

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