La Parola che conta: giovedì 19 febbraio 2026 (rito ambrosiano)

Giovedì della settimana dell’ultima Domenica dopo l’Epifania

Memoria facoltativa di san Turibio da Mongrovejo, vescovo

LETTURA Qo 8, 16 – 9, 1a
Lettura del libro del Qoèlet

Io, Qoèlet, quando mi dedicai a conoscere la sapienza e a considerare le occupazioni per cui ci si affanna sulla terra – poiché l’uomo non conosce sonno né giorno né notte – ho visto che l’uomo non può scoprire tutta l’opera di Dio, tutto quello che si fa sotto il sole: per quanto l’uomo si affatichi a cercare, non scoprirà nulla. Anche se un sapiente dicesse di sapere, non potrà scoprire nulla. A tutto questo mi sono dedicato, ed ecco tutto ciò che ho verificato: i giusti e i sapienti e le loro fatiche sono nelle mani di Dio.

SALMO Sal 48 (49)

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio.

Ascoltate questo, popoli tutti,
porgete l’orecchio, voi tutti abitanti del mondo,
voi, gente del popolo e nobili,
ricchi e poveri insieme.
La mia bocca dice cose sapienti,
il mio cuore medita con discernimento. R

Periranno insieme lo stolto e l’insensato
e lasceranno ad altri le loro ricchezze.
Il sepolcro sarà loro eterna dimora.
Certo, Dio riscatterà la mia vita,
mi strapperà dalla mano degli inferi. R

Non temere se un uomo arricchisce,
quando muore, infatti, con sé non porta nulla.
Anche se da vivo benediceva se stesso:
«Si congratuleranno, perché ti è andata bene»,
andrà con la generazione dei suoi padri,
che non vedranno mai più la luce. R

VANGELO Mc 13, 9b-13
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Il sapiente è reso tale solamente quando riconosce di non sapere e che, in fin dei conti, davvero tutto è nelle mani di Dio e solamente un rapporto corretto con Lui gli permette di scoprire qualcosa del suo volere: riconoscersi creature davanti al Creatore è il primo passo per poter accedere a quella sapienza che non è di questo mondo e che non si “possiederà” del tutto per i limiti innegabili di ogni uomo che esiste sotto il sole. “I giusti e i sapienti e le loro fatiche sono nelle mani di Dio”: ecco dunque come vivere questa ricerca e questo rapporto con la sapienza e il Signore, con grande fiducia e affidamento.

La diffusione del Vangelo va di pari passo con la persecuzione e la denuncia alle autorità: su questo Gesù è molto chiaro. Insieme, però, il Signore rassicura i suoi di non preoccuparsi della loro difesa: “dite ciò che in quell’ora vi sarà dato, perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo”; questa presenza reale e misteriosa nei discepoli, anche in noi, è la vera presenza e guida che ci permette di attraversare ogni contesto, ogni esperienza anche più difficile e provante con il sostegno divino. A ciascuno è chiesto di perseverare nella fede e nell’assecondare l’opera dello Spirito in ciascuno di noi credenti.

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