La Parola che conta: giovedì 24 dicembre 2025 (rito ambrosiano)
Messa feriale al mattino
EPISTOLA Eb 10, 37-39
Lettera agli Ebrei
Fratelli, ancora un poco, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.
SALMO Sal 88 (89)
Canterò in eterno l’amore del Signore.
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R
«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele». R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R
VANGELO Mt 1, 18-25
Lettura del Vangelo secondo Matteo
Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
Tra credere e cedere c’è solo una lettera di differenza ma il significato che essi esprimono è totalmente diverso! Il brevissimo brano della lettera agli Ebrei contiene queste due parole: è un invito pressante ad avere fede nel Signore che viene e a non cedere, invece, in questo tempo di attesa. La liturgia così ci prepara alla veglia nella notte santa della venuta di Gesù nel mistero dell’Incarnazione: attendiamo con fede piena, fiducia rinnovata perché il Signore viene!
La narrazione di Matteo degli eventi del concepimento di Gesù in Maria per opera dello Spirito santo e l’accoglienza da parte di Giuseppe di tale dono/responsabilità mediante l’apparizione in sogno dell’angelo rispondono alla domanda: è davvero questo bambino il Messia tanto atteso? L’evangelista, scrivendo a persone di origine ebraica conoscitori della Scrittura, risponde citando le parole esatte come avveramento della profezia. Il piano di Dio si incarna non solo in Gesù ma anche in tutti quelli che, come Maria e Giuseppe, con disponibilità si lasciano guidare e sorreggere da Dio stesso.
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