La Parola che conta: giovedì 26 marzo 2026 (rito ambrosiano)

Giovedì della V settimana di Quaresima

GENESI 50, 16-26
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. I fratelli mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest’ordine: “Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!”. Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così. E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!». Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Tengo io forse il posto di Dio? Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò parlando al loro cuore. Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni. Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe. Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa». Giuseppe morì all’età di centodieci anni; lo imbalsamarono e fu posto in un sarcofago in Egitto.

SALMO Sal 118 (119), 145-152

Risplenda su noi, Signore, la luce del tuo volto.

Invoco con tutto il cuore: Signore, rispondimi;
custodirò i tuoi decreti.
Io t’invoco: salvami
e osserverò i tuoi insegnamenti. R

Precedo l’aurora e grido aiuto,
spero nelle tue parole.
I miei occhi precedono il mattino,
per meditare sulla tua promessa. R

Ascolta la mia voce, secondo il tuo amore;
Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
Si avvicinano quelli che seguono il male:
sono lontani dalla tua legge. R

Tu, Signore, sei vicino;
tutti i tuoi comandi sono verità.
Da tempo lo so: i tuoi insegnamenti
li hai stabiliti per sempre. R

PROVERBI 31, 1. 10-15. 26-31
Lettura del libro dei Proverbi

Parole di Lemuèl, re di Massa, che apprese da sua madre. Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. È simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste. Si alza quando è ancora notte, distribuisce il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue domestiche. Apre la bocca con saggezza e la sua lingua ha solo insegnamenti di bontà. Sorveglia l’andamento della sua casa e non mangia il pane della pigrizia. Sorgono i suoi figli e ne esaltano le doti, suo marito ne tesse l’elogio: «Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!». Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.

VANGELO Gv 7, 43-53
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Tra la gente nacque un dissenso riguardo al Signore Gesù. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

Giuseppe giunge ad una maturità di fede tale che riconosce l’opera di Dio anche a distanza di anni perché riesce a volgere un male in bene e non giudica affatto quanto hanno fatto i suoi fratelli non prendendo il posto di Dio: l’epilogo della storia vede la famiglia e il popolo d’Israele ricomporsi e avviarsi verso la terra promessa portando con sé la memoria (le ossa) di quanti lo hanno formato e preceduto.

L’ultima parte del libro dei Proverbi trova l’elogio della donna virtuosa, introdotto da questo “capo clan” di nome Lemuèl che pare ricordare gli insegnamenti della madre. Si tesse così un elogio fatto ci complimenti e constatazioni positive rispetto al comportamento della donna, ben più importante della sua bellezza esteriore e fisica.

Si avvicina la manifestazione della gloria di Dio attraverso Gesù e quest’ultimo suscita domande, curiosità, ammirazione soprattutto in chi lo sente insegnare e lo vede operare segni e prodigi; anche i soldati, mandati a Lui per arrestarlo, rimangono affascinati dalle sue parole perché Gli riconoscono una sapienza che è bel più profonda di quanto abbiano mai ascoltato da altri. Nicodèmo, che aveva incontrato personalmente Gesù, cerca di far ragionare i farisei ma questi ultimi sono accecati dal pregiudizio, dall’odio e della paura di riconoscere veramente Gesù: sono tutte premesse alla passione, morte e risurrezione del Signore.

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