La Parola che conta: giovedì 27 novembre 2025 (rito ambrosiano)

Giovedì della II settimana di Avvento

EZECHIELE 6, 1. 11-14
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Così dice il Signore Dio: Batti le mani, pesta i piedi e di’: “Ohimè, per tutti i loro orribili abomini il popolo d’Israele perirà di spada, di fame e di peste! Chi è lontano morirà di peste, chi è vicino cadrà di spada, chi è assediato morirà di fame: sfogherò su di loro il mio sdegno”. Saprete allora che io sono il Signore, quando i loro cadaveri giaceranno fra i loro idoli, intorno ai loro altari, su ogni colle elevato, su ogni cima di monte, sotto ogni albero verde e ogni quercia frondosa, dovunque hanno bruciato profumi soavi ai loro idoli. Stenderò la mano su di loro e renderò la terra desolata e brulla, dal deserto fino a Ribla, dovunque dimorino; sapranno allora che io sono il Signore».

SALMO Sal 26 (27)

Non respingermi, Signore, e mostrami il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco. R

Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. R

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R

PROFETI Ag 2, 1-9
Lettura del profeta Aggeo

Il ventuno del settimo mese, per mezzo del profeta Aggeo fu rivolta questa parola del Signore: «Su, parla a Zorobabele, figlio di Sealtièl, governatore della Giudea, a Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote, e a tutto il resto del popolo, e chiedi: Chi rimane ancora tra voi che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? Ora, coraggio, Zorobabele – oracolo del Signore –, coraggio, Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese – oracolo del Signore – e al lavoro, perché io sono con voi – oracolo del Signore degli eserciti –, secondo la parola dell’alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall’Egitto; il mio spirito sarà con voi, non temete. Dice infatti il Signore degli eserciti: Ancora un po’ di tempo e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma. Scuoterò tutte le genti e affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempirò questa casa della mia gloria, dice il Signore degli eserciti. L’argento è mio e mio è l’oro, oracolo del Signore degli eserciti. La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace». Oracolo del Signore degli eserciti.

VANGELO Mt 12, 33-37
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».

Continua l’oracolo consegnato a Ezechiele perché, a nome di Dio, lo comunichi ai “monti d’Israele”, cioè a tutto Israele, Giuda compreso; è un oracolo difficile perché è di denuncia e di avvertimento: nessuno è stato fedele all’alleanza, nessuno ha ascoltato e obbedito e così si va incontro a morte e dispersione, desolazione e deserto: è il fritto avvelenato delle scelte del popolo di Dio.

Ma davvero tutto è Perduto? La parola profetica di Aggeo riaccende la speranza perché riferisce un messaggio divino pieno di promesse: “La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace”. Il culto, il tempio, la lode a Dio riconosciuto dal resto d’Israele rimasto fedele è la “miccia” grazie alla quale un giorno deflagrerà di nuovo la fede e così il regno di Dio sarà finalmente un regno di pace.

Continua il discorso che Gesù fa ai farisei: i frutti danno ragione della pianta, le azioni e le parole danno ragione della bontà dell’uomo, di ogni uomo e delle sue intenzioni perché è dal cuore che muove tutto,. il cuore per la Bibbia è il centro dell’uomo, tutto l’uomo! Ma c’è di più: Gesù ammonisce di stare attenti alle parole che si pronunciano perché anche le parole vane saranno “contate”, ogni parola ha il suo peso (e in un’epoca dove le parole si “sprecano” questa esortazione è ancora più preziosa!).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.