La Parola che conta: Giovedì della VII settimana di Pasqua (rito ambrosiano) 28/5/2020

LETTURA Ct 6, 1-2; 8, 13
Lettura del Cantico dei Cantici

Dov’è andato il tuo amato, tu che sei bellissima tra le donne? Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato, perché lo cerchiamo con te? L’amato mio è sceso nel suo giardino fra le aiuole di balsamo, a pascolare nei giardini e a cogliere gigli. Tu che abiti nei giardini, i compagni ascoltano la tua voce: fammela sentire.

SALMO Sal 44 (45)

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo.

Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R

Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
perciò Dio ti ha benedetto per sempre. R

EPISTOLA Rm 5, 1-5
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

VANGELO Gv 15, 18-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Seguire l’Amato per sentire la sua voce: è questo che ci viene consegnato dai pochi versetti del Cantico di oggi. È la missione della Chiesa e di ogni discepolo del Regno quella, appunto, di seguire la orme e le tracce della sua Presenza per poter godere della sua voce e del suo amore.

Fede, speranza e carità sono, insieme, le tre virtù teologali, divine; ma queste virtù, dono di Dio, non scompaiono nelle tribolazioni, semmai in esse risplendono perché “attingono” a quella caparra dello Spirito santo che ci permette di rimanere fedeli, speranzosi, attivi nella carità, nell’amore. Il mondo non conosce il Padre, non conosce l’amore paterno e materno con il quale è amato da Dio: per questo motivo ha rifiutato la testimonianza di Gesù e rifiuta la testimonianza dei suoi discepoli. Ciascuno di noi ha il compito di incarnare questa certezza: essere amati dal Padre, sapendo che questo è sì fonte di grande consolazione ma può andare incontro anche a tribolazioni mondane.

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