La Parola che conta: lunedì 23 febbraio 2026 (rito ambrosiano)
Lunedì della I settimana di Quaresima
GENESI 2, 18-25
Inizia la lettura del libro della Genesi
In quei giorni. Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne. Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.
SALMO Sal 1
Chi segue il Signore avrà la luce della vita.
Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R
È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio
né i peccatori nell’assemblea dei giusti,
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R
PROVERBI 1, 1a. 20-33
Inizia la lettura del libro dei Proverbi
Proverbi di Salomone. La sapienza grida per le strade, nelle piazze fa udire la voce; nei clamori della città essa chiama, pronuncia i suoi detti alle porte della città: «Fino a quando, o inesperti, amerete l’inesperienza e gli spavaldi si compiaceranno delle loro spavalderie e gli stolti avranno in odio la scienza? Tornate alle mie esortazioni: ecco, io effonderò il mio spirito su di voi e vi manifesterò le mie parole. Perché vi ho chiamati ma avete rifiutato, ho steso la mano e nessuno se ne è accorto. Avete trascurato ogni mio consiglio e i miei rimproveri non li avete accolti; anch’io riderò delle vostre sventure, mi farò beffe quando su di voi verrà la paura, quando come una tempesta vi piomberà addosso il terrore, quando la disgrazia vi raggiungerà come un uragano, quando vi colpiranno angoscia e tribolazione. Allora mi invocheranno, ma io non risponderò, mi cercheranno, ma non mi troveranno. Perché hanno odiato la sapienza e non hanno preferito il timore del Signore, non hanno accettato il mio consiglio e hanno disprezzato ogni mio rimprovero; mangeranno perciò il frutto della loro condotta e si sazieranno delle loro trame. Sì, lo smarrimento degli inesperti li ucciderà e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire; ma chi ascolta me vivrà in pace e sarà sicuro senza temere alcun male».
VANGELO Mt 5, 1-12a
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Il racconto di Genesi 2 inizia il ciclo feriale delle letture del tempo di Quaresima: presenta l’opera di Dio che dona all’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza, un aiuto che gli corrisponda; questo aiuto è dato attraverso ogni animale creato al quale l’uomo dona un nome ciascuno che li definisca, partecipando dunque dell’opera creatrice di Dio. Ma non basta: occorre qualcuno che gli stia a fiano e così ecco la creazione della donna che compendia e completa il vertice dell’opera creatrice di Dio affidando loro il compito di generare vita e vivere in profonda comunione il loro legame, proprio come profondo è il legame con il Creatore. Partecipiamo dunque, all’inizio di questo tempo santo, di questa nuova creazione o ri-creazione spirituale.
Il libro dei proverbi riporta parole di Salomone che nascono da quella sapienza che il re d’Israele ha chiesto in dono a Dio per saper ben governare il popolo a lui affidato. La sapienza parla di sé stessa ed esorta l’uomo di ogni tempo all’apertura ad essa perché possa donare quel di più che l’uomo da se stesso non può e non riesce a raggiungere: la chiusura alla sapienza porta all’inesperienza ed alla fragilità delle opere che l’uomo può mettere in campo, così come il suo giudicare e scegliere rimane sempre incompleto e parziale. Per noi cristiani, poi, la sapienza è Gesù stesso: occorre coltivare un rapporto personale e quotidiano con Lui.
Il “discorso della montagna” è posto all’inizio del ministero pubblico di Gesù: prima troviamo le tentazioni nel deserto, la predicazione in Galilea, la chiamata dei primi discepoli e la guarigione malati e infermi. La “magna charta” del cristiano non è una serie di comandamenti ma una costatazione: le beatitudini sono date a diverse categorie di persone che fanno parte di quel popolo di Dio che è il regno di Dio e la sua presenza in questo mondo. Così scopriamo che la perfezione evangelica non corrisponde alla perfezione umana, anzi: le difficoltà della vita e le imperfezioni umane sono canali privilegiati perché l’opera di Dio, la sua grazia diventi dono efficace per ciascuno.
Lascia un commento