La Parola che conta: lunedì 23 marzo 2026 (rito ambrosiano)

Lunedì della V settimana di Quaresima

GENESI 37, 2a-b; 39, 1-6b
Lettura del libro della Genesi

Questa è la discendenza di Giacobbe. Giuseppe all’età di diciassette anni pascolava il gregge con i suoi fratelli. Giuseppe era stato portato in Egitto, e Potifàr, eunuco del faraone e comandante delle guardie, un Egiziano, lo acquistò da quegli Ismaeliti che l’avevano condotto laggiù. Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell’Egiziano, suo padrone. Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che il Signore faceva riuscire per mano sua quanto egli intraprendeva. Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi, quello lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi. Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell’Egiziano grazie a Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, sia in casa sia nella campagna. Così egli lasciò tutti i suoi averi nelle mani di Giuseppe e non si occupava più di nulla, se non del cibo che mangiava.

SALMO Sal 118 (119), 121-128

Beato chi cammina nella legge del Signore.

Ho agito secondo giudizio e giustizia;
non abbandonarmi ai miei oppressori.
Assicura il bene al tuo servo;
non mi opprimano gli orgogliosi. R

I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza
e per la promessa della tua giustizia.
Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore
e insegnami i tuoi decreti. R

Io sono tuo servo: fammi comprendere
e conoscerò i tuoi insegnamenti.
È tempo che tu agisca, Signore:
hanno infranto la tua legge. R

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R

PROVERBI 27, 23-27b
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, preòccupati dello stato del tuo gregge, abbi cura delle tue mandrie, perché le ricchezze non sono eterne e una corona non dura per sempre. Tolto il fieno, ricresce l’erba nuova e si raccolgono i foraggi sui monti; gli agnelli ti danno le vesti e i capretti il prezzo per comprare un campo, le capre ti danno latte abbondante per nutrire te, per nutrire la tua famiglia.

VANGELO Mc 8, 27-33
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

La vicenda di Giuseppe, figlio di Giacobbe, viene introdotta in questi untimi giorni di Quaresima come profezia del giusto perseguitato e sostenuto per la sua fede da Dio stesso: il brano ci ricorda come per la fede di Giuseppe nel suo Dio ogni opera gli riesce bene e ogni cosa prospera anche nella condizione di schiavo e in paese straniero.

Preoccupati dello stato del tuo gregge”: è un’indicazione di buon senso e sapienziale quella che leggiamo nei pochi versetti del libro dei Proverbi. Bisogna darsi da fare per amministrare ciò che il Signore e la Sua Provvidenza di hanno dato perché possiamo avere di che vivere noi e quanti il Signore ci ha messo accanto.

Il Vangelo di Marco 8 è il centro della sua narrazione uno spartiacque tra un prima e un dopo: l’annuncio della passione, morte e risurrezione e il riconoscimento da parte di Pietro che Egli è il Cristo segnano un deciso cambio di passo per i discepoli e anche per Gesù. RiconoscerLo Signore e Messia, però, non mette al riparo dalle tentazioni, anzi: essere arrivano ancor più “violente” ma riconoscibili, a patto di rimanere fedelmente alla sequela del Maestro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.