La Parola che conta: lunedì 26 gennaio 2026 (rito ambrosiano)

Lunedì della settimana della III Domenica dopo l’Epifania

Memoria dei santi Timòteo e Tito, vescovi

LETTURA Sir 44, 1; 47, 18-25
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Salomone, nel nome del Signore Dio, che è chiamato Dio d’Israele, hai accumulato l’oro come stagno, hai ammassato l’argento come piombo. Ma hai steso i tuoi fianchi accanto alle donne e ne fosti dominato nel tuo corpo. Hai macchiato la tua gloria e hai profanato la tua discendenza, così da attirare l’ira divina sui tuoi figli ed essere colpito per la tua stoltezza. Perciò fu diviso in due il tuo dominio e da Èfraim ebbe inizio un regno ribelle. Ma il Signore non ha rinnegato la sua misericordia, non ha lasciato cadere nessuna delle sue parole. Non ha fatto perire la posterità del suo eletto e non ha distrutto la stirpe di colui che lo aveva amato. Egli concesse un resto a Giacobbe e a Davide un germoglio nato da lui. Salomone andò a riposare con i suoi padri e dopo di sé lasciò un discendente, stoltezza del popolo e privo di senno, Roboamo, che si alienò il popolo con le sue decisioni, e Geroboamo, figlio di Nabat, che indusse Israele a peccare e aprì a Èfraim la via del peccato. Le loro colpe si moltiplicarono tanto da farli esiliare dal proprio paese. Essi commisero ogni genere di malvagità, finché non giunse su di loro la vendetta.

SALMO Sal 71 (72)

Benedetto il Signore, Dio d’Israele.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R

Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno.
Abbondi il frumento nel paese,
ondeggi sulle cime dei monti. R

Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra. R

VANGELO Mc 4, 10b. 24-25
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Salomone vive luci ed ombre nella sua vita e comunque è annoverato tra gli uomini illustri: è il più saggio dei re d’Israele perché lui stesso ha chiesto in dono a Dio la sapienza per governare il popolo, ma non ha perseverato nella vecchiaia lasciandosi dominare dall’istinto e così si è lasciato dominare dal suo corpo. Da questa condotta deriva la divisione del regno e una discendenza non all’altezza del compito; ma Dio non rinnega la sua parola e così ha concesso un discendente regale che continuasse ed instaurasse un regno duraturo, il Messia.

In questa sezione del Vangelo di Marco Gesù insegna parlando in parabole ai Dodici e alle folle: è un insegnamento che vuole provocare nell’uditore una reazione e uno sbilanciarsi a favore delle parole che il Maestro pronuncia, parola che svelano il mistero del Regno che è iniziato con la Sua venuta. L’attenzione a quello che si ascolta fa parte di questo atteggiamento di accoglienza nei confronti di Gesù, così come la questione della misura con la quale si misura (potremmo tradurla con “come si giudica”); più misteriosa la frase finale sull’avere e sul dare: forse è ennesima provocazione a sbilanciarsi in favore dell’apertura alla Parola evangelica per accoglierne il seme nella propria vita e così portare frutto.

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