La Parola che conta: lunedì 9 marzo 2026 (rito ambrosiano)

Lunedì della III settimana di Quaresima

GENESI 17, 9-16
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Disse Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione. Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra voi ogni maschio. Vi lascerete circoncidere la carne del vostro prepuzio e ciò sarà il segno dell’alleanza tra me e voi. Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra voi ogni maschio di generazione in generazione, sia quello nato in casa sia quello comprato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe. Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comprato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne. Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del prepuzio, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza». Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarài tua moglie, non la chiamerai più Sarài, ma Sara. Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni, e re di popoli nasceranno da lei».

SALMO Sal 118 (119), 57-64

La tua legge, Signore, è la mia gioia.

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Con tutto il cuore ho placato il tuo volto:
abbi pietà di me secondo la tua promessa. R

Ho esaminato le mie vie,
ho rivolto i miei piedi verso i tuoi insegnamenti.
Mi affretto e non voglio tardare
a osservare i tuoi comandi. R

I lacci dei malvagi mi hanno avvolto:
non ho dimenticato la tua legge.
Nel cuore della notte mi alzo a renderti grazie
per i tuoi giusti giudizi. R

Sono amico di coloro che ti temono
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena la terra;
insegnami i tuoi decreti. R

PROVERBI 8, 12-21
Lettura del libro dei Proverbi

Io, la sapienza, abito con la prudenza e possiedo scienza e riflessione. Temere il Signore è odiare il male: io detesto la superbia e l’arroganza, la cattiva condotta e la bocca perversa. A me appartengono consiglio e successo, mia è l’intelligenza, mia è la potenza. Per mezzo mio regnano i re e i prìncipi promulgano giusti decreti; per mezzo mio i capi comandano e i grandi governano con giustizia. Io amo coloro che mi amano, e quelli che mi cercano mi trovano. Ricchezza e onore sono con me, sicuro benessere e giustizia. Il mio frutto è migliore dell’oro più fino, il mio prodotto è migliore dell’argento pregiato. Sulla via della giustizia io cammino e per i sentieri dell’equità, per dotare di beni quanti mi amano e riempire i loro tesori.

VANGELO Mt 6, 7-15
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Il segno concreto e carnale dell’alleanza tra Dio, Abramo e la sua stirpe è la circoncisione di ogni primogenito maschio entro i primi otto giorni di vita: questo rituale segna l’appartenenza non solo a un popolo e a una stirpe ma soprattutto alla promessa fatta da Dio di essere fedele a ciò che ha promesso, una fedeltà che chiede un impegno come risposta libera da parte di chi la riceve. Anche la promessa di un figlio fata a Sara e ad Abramo fa parte di questo patto: è ancora una volta il segno concreto della benedizione e della potenza di Dio.

E’ una bella descrizione quella che la sapienza fa di se stessa: abita la prudenza, possiede scienza e riflessione, a lei appartengono consiglio e successo, intelligenza e potenza; è amica del buon governo di chi detiene il potere e la giustizia è di casa presso di loro. C’è un amore reciproco rispetto a chi la cerca e la ama, così come è “garantito” il riuscire e il successo in ogni campo se la sapienza è presente con tutte le caratteristiche di cui sopra.

Continua l’insegnamento di Gesù nel discorso della montagna: arriviamo a quello sulla preghiera e sulla raccomandazione di non sprecare le parole come i pagani perché non è la quantità che permette di essere ascoltati, semmai la qualità di ciò che si esprime. C’è un legame che esiste ancor prima della preghiera perché “il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate”. Gesù è talmente in confidenza con noi che ci rende partecipi delle parole della sua preghiera al Padre: è un vero “compendio” di questo dialogo con Lui che è prezioso e andrebbe ogni volta meditato, parola per parola, per non rischiare di ripeterle senza coglierne il significato profondo, senza entrare davvero in relazione con Lui attraverso Gesù e lo Spirito.

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