La Parola che conta: martedì 10 febbraio 2026 (rito ambrosiano)

Martedì della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Memoria di santa Scolastica

LETTURA Sap 17, 1-2. 5-7. 20 – 18, 1a. 3-4
Lettura del libro della Sapienza

I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare; per questo le anime senza istruzione si sono ingannate. Infatti gli ingiusti, avendo preteso di dominare il popolo santo, prigionieri delle tenebre e incatenati a una lunga notte, chiusi sotto i loro tetti, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna. Nessun fuoco, per quanto intenso, riusciva a far luce, neppure le luci più splendenti degli astri riuscivano a rischiarare dall’alto quella notte cupa. Appariva loro solo una massa di fuoco, improvvisa, tremenda; atterriti da quella fugace visione, credevano ancora peggiori le cose che vedevano. Fallivano i ritrovati della magia, e il vanto della loro saggezza era svergognato. Soltanto su di loro si stendeva una notte profonda, immagine della tenebra che li avrebbe avvolti; ma essi erano a se stessi più gravosi delle tenebre. Per i tuoi santi invece c’era una luce grandissima. Desti loro una colonna di fuoco, come guida di un viaggio sconosciuto e sole inoffensivo per un glorioso migrare in terra straniera. Meritavano di essere privati della luce e imprigionati nelle tenebre quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli, per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge doveva essere concessa al mondo.

SALMO Sal 104 (105)

Proclamate fra i popoli le opere del Signore.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R

Li fece uscire con argento e oro;
nelle tribù nessuno vacillava.
Distese una nube per proteggerli
e un fuoco per illuminarli di notte. R

Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.
Ha dato loro le terre delle nazioni
e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
perché osservassero i suoi decreti
e custodissero le sue leggi. R

VANGELO Mc 10, 46b-52
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Il testo riprende in maniera sapienziale la piaga delle tenebre che colpì l’Egitto prima che il popolo d’Israele uscisse da esso. Le tenebre sono ignoranza, buio totale, incapacità di mettere a fuoco la realtà e scoprirne la rivelazione divina almeno negli astri e nel cerato che emana luminosità; nemmeno la magia è stata capaci di dare un senso all’oscurità nella quale erano piombati. Il popolo di Dio, invece, ha potuto camminare nelle tenebre guidato da una colonna di fuoco che illuminava il cammino e dava il senso del loro pellegrinaggio, oltre che la luce dell’istruzione per poter vivere e camminare in un determinato modo, quello della volontà di Dio.

La fede è un grande dono perché apre la porta al riconoscimento e all’accoglienza di Gesù come figlio di Davide e porta a riconoscerlo come colui che rivela la pietà di Dio: è quello che succede a Bartimeo che deve superare l’ostacolo della sua cecità fisica e l’ostacolo di quanti non fanno nulla per aiutarlo ad incontrare Gesù. Il Signore incontra davvero Bartimeo, così come incontra davvero e nella verità ciascuno di noi, e chiede di essere espliciti nelle nostre richieste che devono essere supportate dalla fede in Lui: “Va’, la tua fede ti ha salvato” è li frutto dell’incontro di Gesù Messia e salvatore, riconosciuto come suo maestro da Bartimeo, e la fede di quest’ultimo.

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