La Parola che conta: martedì 15 settembre 2026 (rito ambrosiano)

Martedì della settimana della III Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria della B.V. Maria addolorata

LETTURA Gc 1, 1-8
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo

Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella diàspora, salute. Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla. Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni.

SALMO Sal 24 (25)

Donaci, Signore, la tua sapienza.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno. R

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. R

Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.
O Dio, libera Israele da tutte le sue angosce. R

VANGELO Lc 18, 1-8
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

L’inizio della lettera di Giacomo, che rivolge il suo saluto ai suoi interlocutori, è densa di significati spirituale e di ricadute concrete. Anzitutto si parla di “perfetta letizia”, cioè della forza spirituale di sopportare tutto quanto è contrario alla fede diviene persecuzione del mondo; poi viene invocata la sapienza, un altro dei doni dello Spirito che permette di ben discernere e scegliere seguendo gli insegnamenti del Vangelo e di Gesù. Insomma, credere fin dall’inizio dell’avventura è davvero impegnativo ma non mancano gli strumenti per poterci riuscire.

Luca nel brano evangelico dichiara subito il significato dell’insegnamento di questa parabola da parte di Gesù: la necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. Ma la preghiera non è solo e semplicemente dire le parole, fare qualcosa: è l’atteggiamento di continua presenza e insistenza nei confronti di qualcuno, nel caso della parabole della vedova nei confronti del giudice, nel caso della preghiera del figlio nel confronti di Dio Padre. Tra l’altro il racconto sottolinea che il giudice era iniquo e la vedova chiedeva giustizia: altro particolare importante perché ancor di più si sottolinea la necessità e l’importanza di insistere nel confronti del Signore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.