La Parola che conta: martedì 16 dicembre 2025 (rito ambrosiano)
Commemorazione dell’annuncio a san Giuseppe
Lettura del secondo libro di Samuele. (2Sam 7, 4-5a. 12-14a. 16)
In quei giorni. Fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».
SALMO
Sal 88 (89), 4-5. 27-30
La casa di Davide e il suo regno
saranno saldi per sempre.
Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono. R.
Egli mi invocherà: «Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza».
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra. R.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo. R.
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani. (Rm 4, 13. 16-18)
Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede. Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza.
Lettura del Vangelo secondo Matteo. (Mt 1, 18b-24)
In quel tempo. Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
La profezia che Nathan fa a Davide sulla stabilità della sua casa, del suo trono e del suo regno noi giustamente la “applichiamo” nel suo compimento alla nascita di Gesù da Maria e da Giuseppe, discendente di quella tribù, di quella casa. Stiamo però attenti a considerare tutto questo come una semplice “formalità”: Gesù, figlio di Davide, è venuto davvero a dare continuità e compimento alla promessa fatta da Dio al suo re, ma in maniera assolutamente originale e imprevedibile!
Il brano della lettera di Paolo ai Romani ci ricorda, poi, che la promessa di Dio è fin dall’origine della chiamata di Abramo a seguirlo per strade inedite e nuove: così non solo la legge fa fede per l’appartenenza all’alleanza, ma soprattutto la fede e la giustizia che ne deriva, proprio come indicato come esempio nel “padre nostro Abramo”: “Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza“.
L’annuncio dell’angelo a Giuseppe riprende il tema centrale della fiducia piena che ogni uomo, chiamato a collaborare al piano di salvezza di Dio, deve mettere in campo per poter vivere di quella promessa e così operare non solamente secondo giustizia, ma anche e soprattutto secondo la fede. La grandezza di Giuseppe, così come la grandezza di Maria, è quella di essere totalmente disponibile al progetto di Dio che chiama a realizzare in maniera piena non solo la sua volontà ma anche la vocazione che personalmente ciascuno vive.

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