La Parola che conta: martedì 18 novembre 2025 (rito ambrosiano)
Martedì della I settimana di Avvento
Memoria facoltativa della dedicazione delle basiliche romane dei santi Pietro e Paolo, apostoli
EZECHIELE 1, 13-28b
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni, Ezechiele disse: «Tra quegli esseri si vedevano come dei carboni ardenti simili a torce, che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. Gli esseri andavano e venivano come una saetta. [Io guardavo quegli esseri, ed ecco sul terreno una ruota al fianco di tutti e quattro. Le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e tutte e quattro la medesima forma; il loro aspetto e la loro struttura erano come di ruota in mezzo a un’altra ruota. Potevano muoversi in quattro direzioni; procedendo non si voltavano. Avevano dei cerchioni molto grandi e i cerchioni di tutt’e quattro erano pieni di occhi. Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. Dovunque lo spirito le avesse sospinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote. Quando essi si muovevano, anch’esse si muovevano; quando essi si fermavano, si fermavano anch’esse e, quando essi si alzavano da terra, anch’esse ugualmente si alzavano, perché nelle ruote vi era lo spirito degli esseri viventi.] Al di sopra delle teste degli esseri viventi era disteso una specie di firmamento, simile a un cristallo splendente, e sotto il firmamento erano le loro ali distese, l’una verso l’altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell’Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d’un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste. Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve qualcosa come una pietra di zaffìro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembravano i suoi fianchi in su, mi apparve splendido come metallo incandescente e, dai suoi fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore simile a quello dell’arcobaleno fra le nubi in un giorno di pioggia. Così percepii in visione la gloria del Signore».
SALMO Sal 96 (97)
Tutta la terra conosca la potenza del nostro Dio.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R
Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.
Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli. R
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi. R
PROFETI Gl 2, 1-2
Lettura del profeta Gioele
Così dice il Signore Dio: «Suonate il corno in Sion e date l’allarme sul mio santo monte! Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, perché è vicino, giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine. Come l’aurora, un popolo grande e forte si spande sui monti: come questo non ce n’è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri, di età in età».
VANGELO Mt 7, 21-29
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
Continua la descrizione che Ezechiele ha della gloria di Dio e del suo regno celeste. In questo brano cerca di farci partecipi del come sono fatti i quattro esseri viventi: colpiscono alcuni elementi che qui richiamo. Primo: i viventi sono in movimento e il movimento gli è dato dallo spirito; secondo: i viventi sono pieni di occhi, come a dire che sono gli occhi dell’Onnipotente aperti su tutto e tutti; terzo: i viventi si muovono in un contesto celeste con la descrizione di un firmamento infinito e splendente, segno del loro vivere nei cieli. Ma c’è anche l’apparire della gloria di Dio descritta con sembianze umane, difficile da descrivere nei dettagli perché splendente in se stesso e circondato da splendore. Ci dice Ezechiele che così ha percepito la gloria del Signore.
Il contesto del “giorno del Signore” evocato da Gioele ci mette di fronte due scenari: un giorno di tenebra e di oscurità per tutti gli abitanti della regione (forse Gerusalemme) ma anche un giorno di aurora per la convocazione di un popolo grande e forte che mai non c’è stato e mai ci sarà. La venuta del Signore dunque si muove tra chiaro e scuro, dove prevale il chiaro per quanti hanno vissuto nella perseveranza e nella fedeltà e si riconoscono unico popolo riconoscendo l’unico Dio.
“Colui che fa la volontà del Padre mio entrerà nel regno dei cieli“: Gesù enuncia il criterio perché si possa affermare con certezza di essere parte del regno del Padre, suoi testimoni credibili perché umilmente discepoli e aperti alla Sua guida attraverso l’operare dello Spirito santo. Invocare il nome di Dio e operare nel suo nome anche cose grandi non è sufficiente: occorre mettersi davvero e con tutto se stessi alla sua sequela fondando la propria vita sopra la sua roccia in modo tale che non vacilli, come afferma il salmo: “Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre”.

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