La Parola che conta: martedì 21 luglio 2026 (rito ambrosiano)

Martedì della settimana della VIII Domenica dopo Pentecoste

Memoria facoltativa di san Lorenzo da Brindisi, sacerdote e dottore della Chiesa

LETTURA 1Sam 10, 17-26
Lettura del primo libro di Samuele

In quei giorni. Samuele convocò il popolo davanti a Dio a Mispa e disse agli Israeliti: «Dice il Signore, Dio d’Israele: Io ho fatto salire Israele dall’Egitto e l’ho liberato dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti i regni che vi affliggevano. Ma voi oggi avete ripudiato il vostro Dio, il quale solo vi salva da tutti i vostri mali e da tutte le tribolazioni. E gli avete detto: “Costituisci un re sopra di noi!”. Ora mettetevi davanti a Dio distinti per tribù e per casati». Samuele fece accostare ogni tribù d’Israele e fu sorteggiata la tribù di Beniamino. Fece poi accostare la tribù di Beniamino distinta per casati e fu sorteggiato il casato di Matrì e fu sorteggiato Saul figlio di Kis. Si misero a cercarlo, ma non lo si trovò. Allora consultarono di nuovo il Signore: «È venuto qui quell’uomo?». Disse il Signore: «Eccolo nascosto in mezzo ai bagagli». Corsero a prenderlo di là ed egli si collocò in mezzo al popolo: sopravanzava dalla spalla in su tutto il popolo. Samuele disse a tutto il popolo: «Vedete dunque chi il Signore ha eletto, perché non c’è nessuno in tutto il popolo come lui». Tutto il popolo proruppe in un grido: «Viva il re!». Samuele espose a tutto il popolo il diritto del regno e lo scrisse in un libro, che depositò davanti al Signore. Poi Samuele congedò tutto il popolo, perché ognuno tornasse a casa sua. Anche Saul tornò a casa, a Gàbaa, e lo seguirono uomini valorosi, ai quali Dio aveva toccato il cuore.

SALMO Sal 32 (33)

Beato il popolo che ha il Signore come Dio.

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini; R

dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. R

Il re non si salva per un grande esercito
né un prode scampa per il suo grande vigore.
Un’illusione è il cavallo per la vittoria,
e neppure un grande esercito può dare salvezza.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore. R

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R

VANGELO Lc 10, 13-16
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù parlava ai settantadue discepoli e disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

Dio esaudisce il desiderio del suo popolo di avere un re che li governi e li comandi, anche se non è d’accordo: il profeta Samuele lo esplicita nelle parole che rivolge a tutti, sottolineando come il vero re è solo Dio, colui che ha liberato il popolo dalla schiavitù dell’Egitto. Così Saul viene scelto da Dio e indicato come re: dovrà governare secondo le leggi di Dio e rimanendo nell’obbedienza alla Sua voce: solo così il regno a lui affidato rimarrà stabile e il Signore sarà fedele come il re sarà fedele.

Il brano continua il discorso che Gesù fa ai settantadue discepoli che stanno per essere mandati a due a due ad annunciare la venuta del regno di Dio. I guai di cui parla il Signore sono quelli direttamente collegati alla mancata conversione di fronte ai prodigi che Egli ha compiuto per suscitare la fede, così come il disprezzo per quanto ascoltato e visto in Gesù e nei suoi discepoli: se è vero che Dio non obbliga nessuno a credere in Lui, lasciando libero l’uomo di accogliere o meno la sua rivelazione, è anche vero che la chiusura e il disprezzo hanno delle conseguenze fino a che giunge la vera conversione, cioè il riconoscimento della verità di Gesù in quanto Salvatore e Messia.

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