La Parola che conta: martedì 25 agosto 2026 (rito ambrosiano)
Martedì della settimana della Domenica che precede il Martirio di san Giovanni il precursore
Memoria facoltativa di san Giuseppe Calasanzio, sacerdote
LETTURA 1Mac 8, 1-7. 12-18
Lettura del primo libro dei Maccabei
In quei giorni. Giuda venne a conoscere la fama dei Romani: che essi erano molto potenti e favorivano tutti quelli che simpatizzavano per loro e accordavano amicizia a quanti si rivolgevano a loro e che erano forti e potenti. Gli furono narrate le loro guerre e le loro imprese gloriose compiute tra i Galli e come li avessero vinti e resi tributari; quanto avevano compiuto nella Spagna per impadronirsi delle miniere d’oro e d’argento che vi sono, e come avevano sottomesso tutta la regione con la loro saggezza e costanza, benché il paese fosse assai lontano da loro. Avevano vinto i re che erano venuti contro di loro dall’estremità della terra: li avevano sconfitti e avevano inflitto loro gravi colpi, mentre gli altri pagavano loro il tributo ogni anno. Avevano poi sconfitto in guerra e sottomesso Filippo e Persèo, re dei Chittìm, e quanti si erano sollevati contro di loro. Antìoco, il grande re dell’Asia, era sceso in guerra contro di loro con centoventi elefanti, cavalleria, carri e un esercito immenso, ma era stato sconfitto da loro, lo avevano preso vivo e gli avevano imposto di pagare, lui e i suoi successori, un tributo ingente. Avevano assoggettato i re vicini e quelli lontani, e quanti sentivano il loro nome ne avevano timore. Quelli che essi vogliono aiutare e far regnare, regnano; quelli che essi vogliono, li depongono, tanto si sono levati in alto. Con tutti questi successi nessuno di loro si è imposto il diadema né si è rivestito di porpora per fregiarsene. Essi hanno costituito un consiglio e ogni giorno trecentoventi consiglieri si consultano continuamente riguardo al popolo, perché sia ben governato. Affidano il comando e il governo di tutti i loro domìni a uno di loro per un anno e tutti obbediscono a quello solo e non c’è in loro invidia né gelosia. Giuda pertanto scelse Eupòlemo, figlio di Giovanni, figlio di Acco, e Giasòne, figlio di Eleàzaro, e li inviò a Roma a stringere amicizia e alleanza, per liberarsi dal giogo, perché vedevano che il regno dei Greci riduceva Israele in schiavitù.
SALMO Sal 36 (37)
Il Signore non abbandona i suoi fedeli.
Ancora un poco e il malvagio scompare:
cerchi il suo posto, ma lui non c’è più.
I poveri invece avranno in eredità la terra
e godranno di una grande pace. R
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama il diritto
e non abbandona i suoi fedeli.
Gli ingiusti saranno distrutti per sempre
e la stirpe dei malvagi sarà eliminata. R
I giusti avranno in eredità la terra
e vi abiteranno per sempre.
Osserva l’integro, guarda l’uomo retto:
perché avrà una discendenza l’uomo di pace. R
VANGELO Lc 3, 15-18
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Eupòlemo viene scelto e inviato da Giuda perché possa trattare con i Romani e il potere che essi esercitano perché vengono riconosciuti come un popolo che bel governa e più liberale rispetto al giogo imposto in quel momento al popolo di Dio. La descrizione delle riuscite e dell’organizzazione del “governo romano” è bel condensata in pochi versetti e riporta fatti storicamente riconosciuti veri, anche il fatto che da Roma viene chiesto un tributo per poter stringere un patto e così essere ben governati nel vivere civile.
La comparsa di Giovanni che battezza nel fiume Giordano e predica con decisione l’imminente venuta del Messia e del suo regno, esortando alla conversione e al ritorno a Dio, suscita nel popolo attesa e fiducia ma anche una falsa speranza: che sia lui il Cristo, cosa categoricamente smentita dallo stesso. Le parole usate da Giovanni sono chiare e, insieme, misteriose: certamente viene dopo di lui uno più forte che battezza in Spirito Santo e fuoco, uno che farà pulizia e dividerà il buono dal cattivo, bruciando quest’ultimo; ma lo farà a suo modo e a suo tempo, non come si aspettano i contemporanei o come ci aspetteremmo noi! Perché il Signore desidera che ogni peccatore si converta e viva!

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