La Parola che conta: martedì 25 novembre 2025 (rito ambrosiano)

Martedì della II settimana di Avvento

Memoria facoltativa di santa Caterina d’Alessandria, martire

EZECHIELE 5, 1-9
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Il Signore mi parlò, dicendo: «Figlio dell’uomo, prendi una spada affilata, usala come un rasoio da barbiere e raditi i capelli e la barba. Poi prendi una bilancia e dividi i peli tagliati. Un terzo lo brucerai sul fuoco in mezzo alla città al termine dei giorni dell’assedio. Prenderai un altro terzo e lo taglierai con la spada intorno alla città. Disperderai al vento l’ultimo terzo, mentre io sguainerò la spada dietro a loro. Conservane solo alcuni e li legherai al lembo del tuo mantello; ne prenderai ancora una piccola parte e li getterai sulla brace e da essi si sprigionerà il fuoco e li brucerai. A tutta la casa d’Israele riferirai: Così dice il Signore Dio: “Questa è Gerusalemme! Io l’avevo collocata in mezzo alle nazioni e circondata di paesi stranieri. Essa si è ribellata con empietà alle mie norme più delle nazioni e alle mie leggi più dei paesi che la circondano: hanno disprezzato le mie norme e non hanno camminato secondo le mie leggi”. Perciò, dice il Signore Dio: “Poiché voi siete più ribelli delle nazioni che vi circondano, non avete camminato secondo le mie leggi, non avete osservato le mie norme e neppure avete agito secondo le norme delle nazioni che vi stanno intorno, ebbene, così dice il Signore Dio: Ecco, anch’io sono contro di te! Farò giustizia di te di fronte alle nazioni. Farò a te quanto non ho mai fatto e non farò mai più, a causa delle tue colpe abominevoli”».

SALMO Sal 76 (77)

Nel giorno dell’angoscia io cerco il Signore.

La mia voce verso Dio: io grido aiuto!
La mia voce verso Dio, perché mi ascolti.
Nel giorno della mia angoscia io cerco il Signore,
nella notte le mie mani sono tese e non si stancano;
l’anima mia rifiuta di calmarsi. R

Mi ricordo di Dio e gemo,
medito e viene meno il mio spirito.
Tu trattieni dal sonno i miei occhi,
sono turbato e incapace di parlare. R

Ripenso ai giorni passati,
ricordo gli anni lontani.
Tu sei il Dio che opera meraviglie,
manifesti la tua forza fra i popoli. R

PROFETI Gl 4, 15-21
Lettura del profeta Gioele

Così dice il Signore Dio: «Il sole e la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare. Il Signore ruggirà da Sion, e da Gerusalemme farà udire la sua voce; tremeranno i cieli e la terra. Ma il Signore è un rifugio per il suo popolo, una fortezza per gli Israeliti. Allora voi saprete che io sono il Signore, vostro Dio, che abito in Sion, mio monte santo, e luogo santo sarà Gerusalemme; per essa non passeranno più gli stranieri. In quel giorno le montagne stilleranno vino nuovo e latte scorrerà per le colline; in tutti i ruscelli di Giuda scorreranno le acque. Una fonte zampillerà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Sittìm. L’Egitto diventerà una desolazione ed Edom un arido deserto, per la violenza contro i figli di Giuda, per il sangue innocente sparso nel loro paese, mentre Giuda sarà sempre abitata e Gerusalemme di generazione in generazione. Non lascerò impunito il loro sangue, e il Signore dimorerà in Sion».

VANGELO Mt 12, 14-21
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. I farisei uscirono e tennero consiglio contro il Signore Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».

Come si “dimostra” la fedeltà a Dio, alla sua alleanza e alle sue promesse? Osservando le leggi e i decreti che Egli stesso ha stabilito attraverso i suoi profeti, re e legislatori. Ezechiele con i suoi gesti simbolici diventa, per Gerusalemme, denuncia dell’infedeltà continua e della disobbedienza cronica del popolo di Gerusalemme: per questo motivo anche il Signore si volgerà contro di esso per far comprendere quanto grave è stato il loro peccato, una disobbedienza persino più grande di quella dei paesi stranieri, non tenuti all’osservanza delle leggi divine.

L’ultima parola di Dio, però, è quella che viene riportata dal profeta Gioele: Il Signore è rifugio per il suo popolo, fortezza per gli israeliti, quasi vendicatore dei nemici che attorno a Gerusalemme e al monte Sion si sono avventati contro. E’ un linguaggio duro e lontano dalla nostra cultura e sensibilità, ma racchiude la promessa di salvezza che non viene meno e che il Signore intende mantenere per sé stessa e non per le opere del suo popolo.

Anche di fronte alla minaccia di morte Gesù non demorde e continua la sua missione, allontanandosi dal luogo della minaccia e continuando a seminare parole di Vangelo e gesti di salvezza facendo tutto questo con una raccomandazione: non divulgare ancora quest’opera perché deve arrivare il giusto tempo, la sua “ora”. Questa profezia è suffragata dalla citazione del profeta Isaia che parla del servo del Signore: “Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni”. Questo è lo stile di Dio, questo è lo stile del Figlio che viene nel mondo: occorre fare attenzione a riconoscerne l’opera!

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