La Parola che conta: martedì 30 dicembre 2025 (rito ambrosiano)

VI Giorno dell’ottava del Natale del Signore

LETTURA Mi 4, 6-8
Lettura del profeta Michea

«In quel giorno – oracolo del Signore – radunerò gli zoppi, raccoglierò i dispersi e coloro che ho trattato duramente. Degli zoppi io farò un resto, dei lontani una nazione forte». E il Signore regnerà su di loro sul monte Sion, da allora e per sempre. E a te, torre del gregge, colle della figlia di Sion, a te verrà, ritornerà a te la sovranità di prima, il regno della figlia di Gerusalemme.

SALMO Sal 95 (96)

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R

Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R

Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA 2Cor 1, 1-7
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, alla Chiesa di Dio che è a Corinto e a tutti i santi dell’intera Acaia: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo. Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale vi dà forza nel sopportare le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda: sappiamo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione.

VANGELO Lc 11, 27b-28
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Una donna dalla folla alzò la voce e disse al Signore Gesù: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

I pochi versetti del profeta Michea ci svelano il “piano” di Dio: prendere gli ultimi, gli scartati, il resto, i lontani e farne una nazione forte. Davvero il cuore di Dio è vicino ha chi è ferito, piccolo, lontano! La sua grandezza si può misurare solamente al contrario della logica del mondo: potere, successo, avere, moltitudine… La sovranità di Dio non è semplice restaurazione, ma ritorno al progetto originale: una paternità e una salvezza universale.

In questi primi versetti della lettera seconda paolina ai Corinzi la parola più ripetuta è consolazione, parola che rivela un tratto fondamentale della fede e di Dio stesso, padre di ogni consolazione. Se il significato di consolazione è quello di essere vicino a chi si sente ed è solo, sperimentando una solidarietà fattiva, la consolazione offerta da Dio e annunciata da Paolo passa attraverso l’opera di Cristo con la sua sofferenza offerta per tutti e con la promessa della salvezza. Essere figli della consolazione dignifica riconoscerci fratelli in Gesù e ricevere da Lui la salvezza, la consolazione.

Da dove nasce la vera beatitudine? Se per Maria è stato un vero e proprio privilegio dare alla luce Gesù, ed è stato per lei fonte di inesauribile beatitudine e gioia, per ciascuno di noi la beatitudine è ascoltare la Parola divina e osservarla, comprenderla, farla nostra forza ispiratrice, di conversione e di cambiamento. In fondo, il Natale ci dice che il verbo si è fatto carne perché anche nella nostra carne potesse nascere, spiritualmente, il Verbo.

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