La Parola che conta: martedì 7 aprile 2026 (rito ambrosiano)

Martedì in albis

III Giorno dell’ottava di Pasqua

LETTURA At 3, 25 – 4, 10
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro disse al popolo: «Voi, fratelli, siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: “Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra”. Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità». Stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducei, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila. Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?». Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato».

SALMO Sal 117 (118)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R

Il Signore è per me, è il mio aiuto,
e io guarderò dall’alto i miei nemici.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. R

Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze,
la destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze. R

EPISTOLA 1Cor 1, 4-9
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

VANGELO Mt 28, 8-15
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.

E’ irriconoscibile Pietro che, davanti ai capi dei sacerdoti, testimonia la sua fede in Gesù Cristo, il Nazareno, morto e risorto: è la forza della fede e l’opera dello Spirito che è dono di Gesù risorto, compimento della sua promessa di essere con i suoi discepoli fino alla fine del mondo. L’inizio del tempo dello Spirito coincide con l’inizio del tempo della Chiesa.

L’inizio della prima Lettera di Paolo ai Corinzi è piena di gratitudine nei confronti dell’opera di Dio riconosciuta presente nella ricchezza dei doni riconosciti dall’Apostolo nella comunità dei credenti: essere saldi nella fede è vivere consapevoli di questi doni per l’edificazione della comunità e come viva speranza nell’attesa del ritorno glorioso di Gesù stesso.

C’è una fede che crede perché ha visto e testimonia Gesù risorto e c’è un’incredulità che persevera e diventa menzogna, incapacità a lasciarsi interrogare dal mistero della vita di Dio che vince persino la morte: vale davvero la pena credere perché la fede, sempre dono di Dio, apre le strade a quella conversione continua che è il ritorno a Lui, alla sua Verità e alla sua stessa vita, un dono sovrabbondante che supera i confini della nostra realtà per toccare l’eternità.

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