La Parola che conta: mercoledì 16 settembre 2026 (rito ambrosiano)

Mercoledì della settimana della III Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria dei santi Cornelio, papa e Cipriano, vescovo, martiri

LETTURA Gc 1, 9-18
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo

Carissimi, il fratello di umili condizioni sia fiero di essere innalzato, il ricco, invece, di essere abbassato, perché come fiore d’erba passerà. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco nelle sue imprese appassirà. Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte. Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.

SALMO Sal 36 (37)

Il Signore conosce la vita dei buoni.

I malvagi sfoderano la spada e tendono l’arco
per abbattere il povero e il misero,
per uccidere chi cammina onestamente.
Ma la loro spada penetrerà nel loro cuore
e i loro archi saranno spezzati. R

È meglio il poco del giusto
che la grande abbondanza dei malvagi;
le braccia dei malvagi saranno spezzate,
ma il Signore è il sostegno dei giusti. R

Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Non si vergogneranno nel tempo della sventura
e nei giorni di carestia saranno saziati. R

VANGELO Lc 18, 15-17
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Presentavano al Signore Gesù anche i bambini piccoli perché li toccasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano. Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso».

Nei discorsi e insegnamenti di Gesù troviamo anche questi pochi versetti dedicati ai bambini e ai piccoli. In antichità venivano chiamati “infanti”, incapaci di parlar e dunque senza diritti e senza doveri, quasi fossero un oggetto: il Signore restituisce loro la dignità che gli è propria, dignità che si fonda sul rapporto con Lui stesso (perché Gesù esercita una sorta di attrazione a sé per condurre a Dio Padre) e sul fatto che bisogna avere il loro animo, la loro fiducia, la loro semplicità e il loro stupore per accogliere davvero il regno di Dio.

Le parola di Giacomo sono un incoraggiamento a vivere in ogni situazione della vita con l’atteggiamento corretto, quello cioè della fede in Dio e dell’invocazione del suo aiuto: solo così si potrà testimoniare una reale e sincera vita di fede che tiene conto anche della lotta contro le tentazioni, occasioni nelle quali dimostrare la propria fede in Dio e nei suoi doni di grazia.

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