La Parola che conta: mercoledì 7 ottobre 2026 (rito ambrosiano)

Mercoledì della settimana della VI Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore

Memoria della B.V. Maria del Rosario

EPISTOLA 2Tm 3, 10-17
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, tu mi hai seguito da vicino nell’insegnamento, nel modo di vivere, nei progetti, nella fede, nella magnanimità, nella carità, nella pazienza, nelle persecuzioni, nelle sofferenze. Quali cose mi accaddero ad Antiòchia, a Icònio e a Listra! Quali persecuzioni ho sofferto! Ma da tutte mi ha liberato il Signore! E tutti quelli che vogliono rettamente vivere in Cristo Gesù saranno perseguitati. Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannando gli altri e ingannati essi stessi. Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

SALMO Sal 18 (19)

La legge del Signore è perfetta,
rende saggio il semplice.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi. R

Il timore del Signore è puro, rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti,
più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante. R

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Assolvimi dai peccati nascosti. R

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore. R

VANGELO Lc 21, 20-24
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti».

Essere uomini di Dio significa essere uomini di fede che condividono con altri le gioie e le fatiche della missione e della testimonianza, sapendo che la Scrittura è la vera istruzione e la vera guida di tutta la vita. Così Paolo si rivolge al discepolo Timòteo, così sentiamo rivolte anche a noi queste parole così accorate e piene di affetto e di sollecitudine perché la nostra fede e la nostra vita continuino a camminare sulla strada retta.

In questi versetti Gesù, sempre nel contesto del discorso escatologico di rivelazione degli ultimi tempi, profetizza la presa e la distruzione di Gerusalemme in un clima di vero terrore: gli esegeti non faticano a riconoscere la concretezza di questi fatti nella presa e nella distruzione del tempio da parte dei Romani intorno all’anno 70 d.C.; le parole di Gesù dipingono uno scenario cupo, doloroso e devastante guardando alle Scritture e indicando un futuro prossimo da intendere non come punizione divina bensì come “frutto” delle decisioni dei capi e del popolo.

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