La Parola che conta: Sabato 10 febbraio 2024

Sabato della settimana della penultima Domenica dopo l’Epifania

Memoria di santa Scolastica, vergine

LETTURA Es 25, 1; 27, 1-8

Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Farai l’altare di legno di acacia: avrà cinque cubiti di lunghezza e cinque cubiti di larghezza. L’altare sarà quadrato e avrà l’altezza di tre cubiti. Farai ai suoi quattro angoli quattro corni e costituiranno un sol pezzo con esso. Lo rivestirai di bronzo. Farai i suoi recipienti per raccogliere le ceneri, le sue palette, i suoi vasi per l’aspersione, le sue forcelle e i suoi bracieri. Farai di bronzo tutti questi accessori. Farai per esso una graticola di bronzo, lavorato in forma di rete, e farai sulla rete quattro anelli di bronzo alle sue quattro estremità. La porrai sotto la cornice dell’altare, in basso: la rete arriverà a metà dell’altezza dell’altare. Farai anche stanghe per l’altare: saranno stanghe di legno di acacia e le rivestirai di bronzo. Si introdurranno queste stanghe negli anelli e le stanghe saranno sui due lati dell’altare quando lo si trasporta. Lo farai di tavole, vuoto nell’interno: lo faranno come ti fu mostrato sul monte».

SALMO Sal 95 (96)

Popoli tutti, date gloria al Signore!

Date al Signore, o famiglie dei popoli,date al Signore gloria e potenza,date al Signore la gloria del suo nome.Portate offerte ed entrate nei suoi atri,prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R

Tremi davanti a lui tutta la terra.Dite tra le genti: «Il Signore regna!».È stabile il mondo, non potrà vacillare!Egli giudica i popoli con rettitudine. R

Gioiscano i cieli, esulti la terra,risuoni il mare e quanto racchiude,davanti al Signore che viene:sì, egli viene a giudicare la terra;giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli. P

Epistola Eb 13, 8-16

Lettera agli Ebrei

Fratelli, Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine varie ed estranee, perché è bene che il cuore venga sostenuto dalla grazia e non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne fanno uso. Noi abbiamo un altare le cui offerte non possono essere mangiate da quelli che prestano servizio nel tempio. Infatti i corpi degli animali, il cui sangue viene portato nel santuario dal sommo sacerdote per l’espiazione, vengono bruciati fuori dell’accampamento. Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, subì la passione fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dell’accampamento, portando il suo disonore: non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

VANGELO Mc 8, 34-38

✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, il Signore Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».

La descrizione dell’ altare fatta da Dio a Mosè ci dice la precarietà di esso proprio perché, pur onorando il Signore, è predisposto al trasporto essendo la dimora di Dio in una tenda così come il suo popolo è ancora nomade nel deserto.

La lettera agli Ebrei parla di un altro altare e di un alteo sacrificio, quello di Cristo; unico collegamento è che entrambi i sacrifici, o almeno le carni del primo, vengono consumare fuori dell’ accampamento proprio come Gesù viene immolato sulla croce fuori della città. Questo secondo sacrificio ha una potenza inaudita tale per cui esso è fonte di salvezza ma anche di conversione e di apertura verso il prossimo.

Gesù parla apertamente sia alla folla che ai suoi discepoli: seguirLo è una questione seria che non ammette mezze misure e che ha a che fare con ciò che ognuno di noi è nella verità di sé stesso. Prendere la propria croce, seguirLo, perdere la propria vita, non vergognarsi di Lui sono tutte conseguenze della scelta consapevole che incontrare il Signore inaugura un vero cammino di conversione, cambiamento, sequela.

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