La Parola che conta: sabato 14 marzo 2026 (rito ambrosiano)

Sabato della III settimana di Quaresima

LETTURA Ez 36, 16-17a. 22-28
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, annuncia alla casa d’Israele: Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, casa d’Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni presso le quali siete giunti. Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».

SALMO Sal 105 (106)

Salvaci, Signore, nostro Dio.

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso. R

Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza.
Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe. R

Ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido.
Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore. R

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. R

EPISTOLA 2Cor 6, 14b – 7, 1
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, quale rapporto può esservi fra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Bèliar, o quale collaborazione fra credente e non credente? Quale accordo fra tempio di Dio e idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: «Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi, dice il Signore, non toccate nulla d’impuro. E io vi accoglierò e sarò per voi un padre e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore onnipotente». In possesso dunque di queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio.

VANGELO Mc 6, 6b-13
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Il brano di Ezechiele 36 è celebre e molto conosciuto: le parole di Dio rivelano la sua intenzione di intervenire direttamente nella storia non solo del suo popolo, Israele, ma anche nella storia di tutti i popoli con un’azione diretta e un intervento che manifesta la sua gloria e il suo nome forte e potente così che, a partire dal suo popolo, gli uomini diventino ancora più umani (dal cuore di pietra al cuore di carne), quindi somiglianti al Creatore.

Ci può essere coabitazione tra luce e tenebre, tra la vita nuova nello Spirito e quella vecchia segnata irrimediabilmente dal peccato? Secondo Paolo no. Certo conosciamo dentro di noi contraddizioni e tentazioni, ma queste fanno parte della nostra esperienza umana che conosce limiti e fragilità: proprio dentro di esse lo Spirito agisce sostenendo, guidando, correggendo, ispirando: proprio così, assecondando l’opera spirituale noi portiamo a compimento la santificazione, nel timore di Dio.

La missione pre-pasquale dei Dodici assomiglia chiaramente a quella di Gesù Signore e Messia e partecipa sia del suo stesso stile, sia del suo stesso contenuto nell’annuncio e nella predicazione, sia nel fatto di essere accompagnati e sostenuti dallo stesso potere di liberazione dagli spiriti impuri e dalla guarigione degli infermi. Il discepolo del regno è chiamato a conformarsi a Cristo, riconosciuto Messia, Signore e Salvatore: così si diventa veri e autentici testimoni, in attesa della vera Pasqua di Gesù e nella preparazione della nostra Pasqua personale vissuta in comunione con Lui.

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