La Parola che conta: sabato 18 marzo 2026 (rito ambrosiano)

Sabato della V settimana di Quaresima

In Traditione Symboli

LETTURA Dt 6, 4-9
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte».

SALMO Sal 77 (78)

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R

Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
di far conoscere ai loro figli. R

Perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno.
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi. R

EPISTOLA Ef 6, 10-19
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo.

VANGELO Mt 11, 25-30
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

La liturgia della parola di questo giorno è determinata dalla consegna del simbolo apostolico o credo, un rito antichissimo che già ai tempi di sant’Ambrogio si compiva: la vigilia della Settimana Autentica veniva consegnato ai catecumeni il testo del Credo, meglio del Simbolo Apostolico perché lo imparassero a memoria e lo recitassero durante la Veglia Pasquale insieme ai fedeli e durante il ricevimento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana. Ancora oggi in Duomo a Milano durante la veglia con i giovani detta “Traditio Symboli” l’Arcivescovo di Milano consegna il Simbolo Apostolico ai catecumeni.

Deuteronomio 6 esprime con pochi versetti il centro dell’opera di fede da custodire e tramandare: i precetti del Signore sono da tenere nel cuore, meditare continuamente e consegnarli alle generazioni future. Gli Ebrei hanno anche questa usanza di tenerli fisicamente presso il proprio corpo o sugli stipiti della porta di casa ad indicare quanto fondamentale sia questo legame vitale con gli insegnamenti del Dio vivente.

La fede è una battaglia continua e Paolo esorta i credenti a indossare l’armatura di Dio perché solamente con le forze umane tale battaglia non si può vincere. Essere saldi nella fede significa anzitutto avere i fianchi cinti della verità, sostenuti dunque da essa; indossare la corazza della giustizia, cioè di una vita retta e senza macchia volontariamente cercata; portare sempre con sé il Vangelo, diffondendo la buona notizia; avere come scuto difensivo la fede in Dio attraverso Gesù Cristo; indossare l’elmo della salvezza, cioè avere in testa che siamo salvati e brandire la spada dello Spirito o della Parola di Dio per lottare contro il Maligno e le sue opere seduttive. In tutto questo occorre pregare e vegliare continuamente supplicando l’intercessione dei santi per non venire meno nell’opera alla quale Dio ci chiama.

La fede è rivelazione a quanti si riconoscono e sono piccoli di fronte ad essa ed è ristoro e imitazione della fonte stessa della fede: guardare a Gesù, accogliere il suo insegnamento e il suo esempio, lasciare agire in noi il suo Spirito, dono che dall’alto della croce si è effuso sull’umanità e che nella sua risurrezione e Pentecoste è diventato protagonista della vita di fede… è tutto quello che il Signore steso ci chiede e per il quale loda il Padre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.