La Parola che conta: sabato 19 settembre 2026 (rito ambrosiano)
Sabato della settimana della III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore
Memoria facoltativa di san Gennaro, vescovo e martire
LETTURA Dt 14, 22-29
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Dovrai prelevare la decima da tutto il frutto della tua semente, che il campo produce ogni anno. Mangerai davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo dove avrà scelto di stabilire il suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto, perché tu impari a temere sempre il Signore, tuo Dio. Ma se il cammino è troppo lungo per te e tu non puoi trasportare quelle decime, perché è troppo lontano da te il luogo dove il Signore, tuo Dio, avrà scelto di stabilire il suo nome – perché il Signore, tuo Dio, ti avrà benedetto –, allora le convertirai in denaro e, tenendolo in mano, andrai al luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto e lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto e mangerai davanti al Signore, tuo Dio, e gioirai tu e la tua famiglia. Il levita che abita le tue città, non lo abbandonerai, perché non ha parte né eredità con te. Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento in quell’anno e le deporrai entro le tue porte. Il levita, che non ha parte né eredità con te, il forestiero, l’orfano e la vedova che abiteranno le tue città, mangeranno e si sazieranno, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano».
SALMO Sal 96 (97)
Il Signore è l’Altissimo su tutta la terra.
Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R
Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R
Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R
EPISTOLA 1Cor 9, 13-18
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, non sapete che quelli che celebrano il culto, dal culto traggono il vitto, e quelli che servono all’altare, dall’altare ricevono la loro parte? Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunciano il Vangelo vivano del Vangelo. Io invece non mi sono avvalso di alcuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché si faccia in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto! Infatti annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
VANGELO Lc 12, 32-34
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».
La decima è un sistema di offerta a Dio che mette da parte la decima parte di quanto viene prodotto durante un anno di lavoro. Il brano sottolinea come, per praticità, tale accantonamento può essere convertito in denaro per poi comprare i prodotti da offrire nella prossimità del tempio, nel caso in cui risulti scomodo andare fin là per lontananza; ma cosa ancora più importante è che questa offerta a Dio è condivisa con quanti non hanno possibilità di produrre e di offrire a loro volta: i sacerdoti del tempio perché totalmente dedicati al culto e alla preghiera, lo straniero e la vedova che all’epoca erano tra quelli più poveri tra il popolo.
Paolo “rivendica” il diritto di vivere per il Vangelo e per lui annunciarlo è una necessità, non un vanto: per questo egli sottolinea come abbia sempre vissuto non del Vangelo ma del lavoro delle proprie mani per non dare occasione a nessuno di “approfittare” di questo circostanza per muovergli critiche infondate. La gratuità dell’annuncio è elemento essenziale, secondo Paolo, per poter essere credibile testimone del Vangelo stesso.
Avere fiducia nella provvidente mano del Padre è elemento essenziale per poter essere parte di quel piccolo gregge che è il regno di Dio: essere generosi, liberarsi del superfluo fa parte della disciplina dei discepoli del regno e dice quella libertà di cuore che è testimonianza anzitutto a se stessi e poi davanti agli uomini e a Dio.

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