La Parola che conta: sabato 21 marzo 2026 (rito ambrosiano)
Sabato della IV settimana di Quaresima
LETTURA Gl 3, 1-5
Lettura del profeta Gioele
Così dice il Signore Dio: «Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave in quei giorni effonderò il mio spirito. Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo. Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile. Chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamato».
SALMO Sal 88 (89)
Effondi il tuo Spirito, Signore, sopra il tuo popolo.
Tu hai un braccio potente,
forte è la tua mano, alta la tua destra.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
amore e fedeltà precedono il tuo volto. R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele. R
EPISTOLA Rm 8, 12-17b
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo.
VANGELO Mt 19, 13-15
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Furono portati al Signore Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
L’intervento di Dio nella storia è segnato da elementi cosmici e da una Sua Presenza meno palese, più misteriosa come appunto l’effusione dello Spirito: viene in mente lo spirito che aleggia sulle acque nella creazione, così come lo spirito vitale insufflato nel fango per dare vita all’uomo. Questa volta lo Spirito viene per tutti: giovani, vecchi, figli e figlie, persino per gli schiavi. Profezia, sogni e visioni segnano questa effusione generale dello Spirito: è la presenza misteriosa ma reale di Dio e della sua opera nella storia.
L’opera dello Spirito è ben descritta nei pochi versetti della lettera di Paolo ai Romani: lo Spirito ci dona la dignità di figli di Dio, il corpo diventa tempio dello Spirito, ci viene donata la sua libertà e la possibilità di vivere una vita spirituale e una reale fraternità fondata sulla sequela di Gesù riconosciuto come il Cristo.
La condizione del bambino è sottolineata da Gesù per indicare a chi appartiene il regno dei cieli: notiamo che parla di appartenenza, cioè di un legale stretto, quasi di possesso; in secondo luogo parla del regno dei cieli, quella realtà misteriosa che è la presenza di Dio nel mondo ma anche via che conduce alla pienezza nell’aldilà. Essere come bambini significa rinnovare una fiducia piena e ben riposta in Lui, in Gesù che è la via che conduce al Padre, alla vita eterna.
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