La Parola che conta: sabato 28 febbraio 2026 (rito ambrosiano)

Sabato della I settimana di Quaresima

LETTURA Os 6, 4-6
Lettura del profeta Osea

Così dice il Signore Dio: «Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti».

SALMO Sal 111 (112)

Beato l’uomo che teme il Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre. R

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R

Sicuro è il suo cuore, non teme.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R

EPISTOLA Rm 13, 9b-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, qualsiasi altro comandamento si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità. E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne.

VANGELO Mt 12, 1-8
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

E’ molto efficace l’immagine che descrive la qualità dell’amore di Efraim e Giuda come nube e rugiada: inconsistente. Quale amore desidera il Signore, invece? La sua conoscenza, sapere fin nel profondo del cuore che Egli è sì onnipotente, ma creatore e Padre, giusto e misericordioso.

“Pienezza della Legge è la carità”: l’affermazione di Paolo è inequivocabile e potentissima e non lascia alcun dubbio sul desiderio di Dio per ciascun uomo sulla terra; d’altronde lo stesso Gesù lo ha dimostrato in tutta la sua vita e oltre, così come i suoi apostoli e discepoli che ci hanno trasmesso quello che a loro volta hanno ricevuto. E’ sempre tempo per vivere rivestiti del Signore Gesù Cristo, liberandoci da tutto ciò che è mondano per vivere la legge dell’Amore sostenuti ed ispirati da essa stessa.

Gesù risponde ai farisei che accusano i suoi discepoli di violare la legge del riposo sabbatico perché hanno colto delle spighe di grano per mangiarle: all’inizio rammenta loro quello che fece Davide con i suoi compagni, quando presero i pani dell’offerta che non potevano mangiare; poi ricorda il servizio sacerdotale che viola sempre il sabato; infine giunge al culmine ricordando che il Padre vuole misericordia e non sacrifici affermando che “Il Figlio dell’uomo è signore del sabato”. E’ un’affermazione potente perché afferma che il principio della legge non è la legge stessa, ma chi l’ha data e per quale motivo: così il “signore del sabato” può stabilire diversamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.