La Parola che conta: Sabato 3 febbraio 2024 (rito ambrosiano)

Sabato della settimana della IV Domenica dopo l’Epifania

Memoria facoltativa di san Biagio, vescovo e martire

LETTURA Es 25, 1-9
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Ordina agli Israeliti che raccolgano per me un contributo. Lo raccoglierete da chiunque sia generoso di cuore. Ed ecco che cosa raccoglierete da loro come contributo: oro, argento e bronzo, tessuti di porpora viola e rossa, di scarlatto, di bisso e di pelo di capra, pelle di montone tinta di rosso, pelle di tasso e legno di acacia, olio per l’illuminazione, balsami per l’olio dell’unzione e per l’incenso aromatico, pietre di ònice e pietre da incastonare nell’efod e nel pettorale. Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. Eseguirete ogni cosa secondo quanto ti mostrerò, secondo il modello della Dimora e il modello di tutti i suoi arredi».

SALMO Sal 96 (97)

Tu sei l’Altissimo su tutta la terra.

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R

EPISTOLA Eb 7, 28 – 8, 2
Lettera agli Ebrei

Fratelli, la Legge costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre. Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda, che il Signore, e non un uomo, ha costruito.

VANGELO Gv 14, 6-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

“La presenza del Dio dell’alleanza è legata al tempo, ma anche a uno spazio. Il luogo dove Dio dimora, ma soprattutto il popolo nel quale dimora, diviene così “sacro”: e io abiterò in mezzo a loro (v. 8). Nel vangelo di Giovanni, il Verbo di Dio sceglierà la carne dell’uomo come luogo sacro del suo attendarsi tra noi: e venne ad abitare in mezzo a noi (1,14)” (dal commento alla Bibbia Cei 2008 su www.bibbiaedu.it)

Nella prima lettura si parlava della costituzione del tempio come dimora stabile di Dio in mezzo al popolo; ora i pochi versetti della lettera agli Ebrei parlano dei ministri di culto che in essi agiscono come mediatori tra Dio e il popolo, aggiungendo però che quelli erano stati costituiti dalla legge, mentre Gesù il Figlio sommo sacerdote grande e assiso alla destra del Padre è costituito per un giuramento posteriore. La Parola del Padre conferma e compie la legge antica indicando nel Cristo il mediatore dell’antica ed eterna allaeanza.

E come Gesù è sommo sacerdote? Il brano di Giovanni indica nel Maestro il riflesso grazie al quale si vede e si conosce Dio in quanto Padre; e questo è indicato da Gesù con parole precise grazie alle quali si autodefinisce. Gesù è via perché grazie alla sequela possiamo giungere al Padre; Gesù è verità perché grazie a Lui conosciamo la verità di Dio e, di riflesso, di noi stessi; Gesù è vita perché grazie al dono della sua vita rinnova la nostra e ci dona la salvezza eterna.

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