La Parola che conta: Sabato “in traditione symboli” (rito ambrosiano) 4/4/2020

Sabato della V settimana di quaresima

In Traditione Symboli

LETTURA Dt 6, 4-9
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte».

SALMO Sal 77 (78)

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R

Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
di far conoscere ai loro figli. R

Perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno.
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi. R

EPISTOLA Ef 6, 10-19
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del vangelo.

VANGELO Mt 11, 25-30
✠ Lettura del vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Questo sabato inaugura la Settimana Autentica o Santa: il gesto che il vescovo fin dall’antichità compie di consegnare il simbolo della fede (il credo) ai catecumeni inaugura i giorni della passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, il centro della nostra fede. Anche noi credenti siamo chiamati a rinnovare la nostra fede, il nostro personale e comunitario credo.

Una fede che si fonda sull’ascolto e sulla trasmissione: il testo dell’Esodo parla chiaro, anzi comanda per la stessa voce del Signore di ascoltare le parole della fede, le parole autorevoli del Padre che diventano fondamentali e sono da tramandare, di famiglia in famiglia. Ascolto e trasmissione, dunque.

Una fede che è anche forza, combattimento e armatura: Paolo ce lo ricorda con un linguaggio quasi “militaresco” ma importante. Mai come nel contesto in cui viviamo ci servono queste parole: indossale l’armatura di Dio per resistere alle insidie del divisore. Così lo scudo della fede, l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito sono alcune immagini che ci dicono che avere fede, riceverla in dono e alimentarla nella verità, è l’unica strada per una esistenza vera, bella, felice.

Una fede che è rivelata ai piccoli, dono dello Spirito e concessa a chi davanti al Signore riconosce la propria indegnità o finitezza; una fede che è anche rifugio sicuro, riposo vero e certo perché promesso dallo stesso Gesù Signore. Quanto bisogno abbiamo di rinnovare una fede così!

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